La Borsa di Milano ha avviato la seduta con un tono prudente, con gli investitori che hanno adottato un atteggiamento cauto dopo il breve entusiasmo di ieri generato dalle dichiarazioni di Donald Trump sui progressi nei negoziati con l’Iran.
Il rimbalzo provocato da tali commenti ha però rapidamente perso slancio dopo che Teheran ha negato l’esistenza di colloqui diretti con Washington, mentre la crisi energetica in corso continua a non trovare soluzione.
Il Brent è tornato sopra i 100 dollari al barile e le ostilità che coinvolgono l’Iran proseguono. Il conflitto avviato dagli Stati Uniti e da Israele il 28 febbraio ha già causato migliaia di vittime.
Intorno alle 9:30, l’indice FTSE MIB era in calo dello 0,3%, dopo un avvio leggermente positivo nelle prime fasi della seduta.
Banche e case automobilistiche hanno registrato ribassi, con perdite medie di circa lo 0,8%. Anche Stellantis (BIT:STLAM), che inizialmente era salita grazie ai solidi dati sulle immatricolazioni in Europa, ha successivamente invertito la rotta. Il comparto energetico, invece, si è mosso in controtendenza: ENI (BIT:ENI) ha guadagnato l’1,3%, in linea con l’andamento osservato negli altri mercati europei.
Il settore della difesa ha registrato i cali più marcati, con gli investitori impegnati a realizzare parte dei profitti. Leonardo (BIT:LDO) ha perso il 3%, Fincantieri (BIT:FCT) il 3,3% e Avio (BIT:AVIO) il 4,3%, con quest’ultima finita in asta di volatilità.
Inwit (BIT:INW), invece, ha recuperato terreno con un rialzo del 4,6% dopo le recenti flessioni, sostenuta dal riemergere di indiscrezioni su una possibile offerta da parte dell’azionista Ardian.

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