L’oro estende il rialzo tra timori sui dazi di Trump; la Russia riduce le riserve

I prezzi dell’oro sono saliti per la quarta seduta consecutiva lunedì, proseguendo i guadagni della scorsa settimana mentre la rinnovata incertezza sulla politica commerciale statunitense e il dollaro più debole hanno sostenuto la domanda di beni rifugio.

Alle 04:45 ET (09:45 GMT), l’oro spot è salito dello 0,8% a 5.145,81 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro statunitense hanno guadagnato l’1,7% a 5.166,81 dollari l’oncia.

Il metallo prezioso era già avanzato di oltre l’1% la scorsa settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, che avevano favorito un atteggiamento più prudente sui mercati.

Trump annuncia nuovi dazi globali dopo la sentenza della Corte

Il presidente Donald Trump ha annunciato alla fine della scorsa settimana l’introduzione di dazi sulle importazioni globali ai sensi della Sezione 122 della legge commerciale statunitense, inizialmente al 10% e successivamente aumentati al livello massimo consentito del 15% per 150 giorni, dopo che la Corte Suprema aveva annullato un precedente regime tariffario più ampio.

L’annuncio ha pesato sugli asset rischiosi e ha spinto gli investitori verso strumenti difensivi tradizionali come l’oro e i titoli del Tesoro USA. L’incertezza sulla durata delle misure e su possibili contestazioni legali o politiche ha aumentato la volatilità dei mercati.

Gli investitori hanno inoltre valutato i recenti dati macroeconomici statunitensi. Il PIL è cresciuto a un ritmo annualizzato dell’1,4% nel quarto trimestre, segnalando un rallentamento rispetto al periodo precedente.

Nel frattempo, l’indice dei prezzi PCE — la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve — ha mostrato un aumento del 2,9% su base annua a dicembre, con l’inflazione core vicina al 3,0%, ancora sopra l’obiettivo del 2% della banca centrale.

La combinazione di crescita in rallentamento e inflazione persistente ha rafforzato l’attrattiva dell’oro come copertura contro l’incertezza economica e riserva di valore.

La Russia riduce le riserve auree

La Russia ha comunicato venerdì che la banca centrale ha ridotto le proprie riserve auree a gennaio, registrando il primo calo da ottobre.

I dati della Bank of Russia mostrano una diminuzione di circa 300.000 once, a 74,5 milioni di once, dopo che i prezzi dell’oro avevano raggiunto livelli record durante il mese.

Argento in rialzo, altri metalli contrastati

Negli altri mercati dei metalli, i movimenti sono stati contrastati.

L’argento è salito del 4,9% a 86,35 dollari l’oncia, mentre il platino è sceso dello 0,5% a 2.165,50 dollari l’oncia.

I futures sul rame al London Metal Exchange sono saliti dello 0,4% a 12.976,04 dollari per tonnellata, mentre i futures sul rame USA hanno perso lo 0,1% a 5,8933 dollari per libbra.

Gli analisti di ING hanno dichiarato: “La sentenza non riguarda i dazi specifici di settore imposti per motivi di sicurezza nazionale, inclusi quelli su alluminio, acciaio e prodotti in rame.” Hanno aggiunto: “Tuttavia, i metalli LME sono saliti poiché la decisione ha ridotto i rischi immediati per i flussi commerciali globali e la domanda industriale. Il potenziale rialzista potrebbe però restare limitato, dato che alcuni dazi settoriali rimangono in vigore e l’amministrazione potrebbe adottare misure commerciali alternative.”

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *