Oro e argento in rialzo dopo dati deboli sulle vendite al dettaglio USA; focus sui payrolls

I prezzi di oro e argento sono saliti nelle contrattazioni asiatiche di mercoledì dopo che i dati sulle vendite al dettaglio statunitensi, inferiori alle attese, hanno alimentato le aspettative di un rallentamento dell’economia americana. L’attenzione si concentra ora sui dati sui nonfarm payrolls per indicazioni più chiare.

Nonostante i guadagni registrati in settimana, i metalli preziosi restano volatili dopo la brusca correzione dai massimi storici toccati a fine gennaio. Il recente indebolimento del dollaro e i dati macroeconomici più deboli hanno fornito solo un sostegno limitato. Anche le tensioni geopolitiche in Medio Oriente non hanno rafforzato in modo significativo la domanda di beni rifugio.

L’oro spot è salito dello 0,6% a 5.052,11 dollari l’oncia, mentre i future con scadenza aprile hanno guadagnato lo 0,9% a 5.076,40 dollari alle 01:02 ET (06:02 GMT). I prezzi restano comunque circa 600 dollari sotto i recenti massimi.

L’argento spot è avanzato dell’1,7% a 82,1375 dollari l’oncia, mentre il platino spot è cresciuto del 2,1% a 2.130,63 dollari.

Dollaro debole sostiene i metalli

I metalli preziosi avevano registrato lievi perdite martedì prima di recuperare terreno dopo che le vendite al dettaglio di dicembre negli Stati Uniti sono risultate inferiori alle aspettative.

Gli analisti di ANZ hanno osservato che il recente rally dell’oro si era fermato per il timore che il metallo avesse “corso troppo, troppo in fretta”.

“Con il posizionamento speculativo ormai in gran parte uscito dal mercato, gli operatori cercano il prossimo catalizzatore per un nuovo rialzo. I dati economici deboli negli Stati Uniti hanno stimolato alcuni acquisti”, hanno affermato gli analisti di ANZ.

Il report sulle vendite al dettaglio indica un raffreddamento della spesa dei consumatori negli Stati Uniti, in un contesto di inflazione persistente e pressioni sul mercato del lavoro. Una debolezza prolungata potrebbe pesare sulle prospettive economiche.

Un quadro economico più debole potrebbe spingere la Federal Reserve a valutare ulteriori tagli dei tassi nel corso dell’anno. I rendimenti dei Treasury sono scesi su questa ipotesi, mentre il dollaro ha faticato a recuperare dopo le perdite precedenti.

L’indice del dollaro ha perso un ulteriore 0,2% nelle contrattazioni asiatiche.

Attesa per payrolls e CPI

I dati sui nonfarm payrolls, attesi in giornata, potrebbero offrire indicazioni più chiare sullo stato del mercato del lavoro. Segnali di debolezza persistente aumenterebbero le aspettative di allentamento monetario.

Tassi più bassi tendono a favorire oro e altri asset privi di rendimento.

Permane tuttavia incertezza sulla politica monetaria USA, soprattutto dopo la nomina di Kevin Warsh alla guida della Fed.

Warsh è considerato meno accomodante, fattore che ha pesato sui metalli da fine gennaio.

Oltre ai payrolls, l’attenzione è rivolta ai dati CPI di venerdì. Occupazione e inflazione restano i principali parametri per le decisioni sui tassi.

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