Le azioni europee hanno aperto la settimana in moderato rialzo lunedì, dando il via a un periodo intenso caratterizzato da nuove trimestrali e da una serie di dati macroeconomici di rilievo.
Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco avanzava dello 0,5%, il CAC 40 francese dello 0,1% e il FTSE 100 britannico dello 0,2%.
UniCredit detta il tono tra le banche
La stagione delle trimestrali europee entra nel vivo, con diversi gruppi di primo piano e grandi banche pronti a pubblicare i risultati nei prossimi giorni. L’indice paneuropeo Stoxx 600 si muove vicino ai massimi storici, dopo aver registrato sette settimane positive sulle ultime otto, grazie a una stagione degli utili finora accolta favorevolmente dal mercato.
UniCredit (BIT:UCG) si è messa in evidenza dopo aver annunciato un utile netto record di 10,6 miliardi di euro per il 2025, in crescita del 14% su base annua. La seconda banca italiana ha inoltre fissato obiettivi ambiziosi, puntando a 13 miliardi di euro di utile netto entro il 2028 e impegnandosi a distribuire 30 miliardi di euro agli azionisti nei prossimi tre anni.
UniCredit ha utilizzato parte dell’elevata liquidità in eccesso per acquisire partecipazioni rilevanti in Commerzbank in Germania e Alpha Bank in Grecia, senza arrivare a lanciare offerte di acquisizione complete.
Nel corso della settimana sono attesi anche i risultati di Commerzbank (TG:CBK), oltre a quelli dei concorrenti britannici Barclays (LSE:BARC) e NatWest Group (LSE:NWG).
Al di fuori del settore bancario, sono previste trimestrali di numerosi gruppi blue chip, tra cui Koninklijke Philips (EU:PHIA), AstraZeneca (LSE:AZN), TotalEnergies (EU:TTE), Heineken (EU:HEIA), Mercedes-Benz Group (TG:MBG), Siemens (TG:SIE) e L’Oreal (EU:OR).
Dati USA sotto osservazione
Oltre alle trimestrali, gli investitori valuteranno anche i nuovi dati sulla crescita di eurozona e Regno Unito. L’attenzione principale resta però rivolta agli Stati Uniti, dove sono attesi importanti indicatori economici rinviati a causa di un breve shutdown governativo.
Nel corso della settimana saranno pubblicati i dati di gennaio su occupazione (nonfarm payrolls) e inflazione (CPI), osservati da vicino per valutare la solidità dell’economia statunitense. Le letture arrivano dopo la nomina di Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve, aumentando la rilevanza dei numeri.
Petrolio in calo su segnali diplomatici
I prezzi del petrolio sono scesi lunedì dopo che Stati Uniti e Iran hanno concordato di proseguire i negoziati sul programma nucleare di Teheran, attenuando i timori di possibili interruzioni dell’offerta in Medio Oriente.
I futures sul Brent hanno ceduto lo 0,9% a 67,46 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è sceso dello 0,9% a 62,98 dollari al barile. Entrambi i benchmark hanno perso oltre il 2% la scorsa settimana, segnando il primo calo settimanale dopo sette settimane consecutive di rialzi, in un contesto di riduzione delle tensioni geopolitiche.

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