UniCredit SpA (BIT:UCG) ha guadagnato oltre il 4% lunedì dopo che la seconda banca italiana ha presentato obiettivi di profitto di lungo periodo superiori alle previsioni degli analisti. Il nuovo outlook ha spinto Goldman Sachs a osservare che la guidance implica revisioni al rialzo degli utili stimate tra la fascia media e alta delle singole cifre per il periodo 2028–2030.
Nel quadro del nuovo piano strategico “UniCredit Unlimited”, l’istituto con sede a Milano punta a generare un utile netto di 13 miliardi di euro entro il 2028 e superiore a 15 miliardi di euro entro il 2030. A titolo di confronto, il consenso degli analisti si attesta rispettivamente a 11,9 miliardi e 13,2 miliardi di euro.
Secondo Goldman Sachs, i nuovi target rappresentano un significativo superamento delle attese, con l’obiettivo di profitto per il 2030 superiore al consenso di oltre il 13%. La banca d’affari ha confermato la raccomandazione “buy” sul titolo.
UniCredit ha inoltre comunicato risultati record per il 2025, con un utile netto pari a 10,6 miliardi di euro, in crescita del 14% su base annua e al ventesimo trimestre consecutivo in utile. Il ritorno sul capitale tangibile (RoTE) è salito al 19,2% sull’intero esercizio, rispetto al 17,7% del 2024.
“UniCredit ha conseguito una crescita e una redditività record nel 2025”, ha dichiarato l’amministratore delegato Andrea Orcel. “Siamo fiduciosi di poter sostenere questa traiettoria nei prossimi cinque anni”.
Nel quarto trimestre l’utile netto si è attestato a 1,83 miliardi di euro, in calo del 30% rispetto al trimestre precedente ma in aumento del 17% su base annua. Il confronto trimestrale è stato influenzato da componenti straordinarie, inclusi costi legati alla gestione del portafoglio strategico e alle attività di integrazione.
Nel corso dell’intero esercizio, la banca ha assorbito oneri straordinari per 1,4 miliardi di euro, di cui circa 240 milioni relativi alla copertura del portafoglio strategico e 1,18 miliardi di costi di integrazione finalizzati alla riduzione della base costi futura.
L’utile netto contabile per il 2025 ha raggiunto 10,92 miliardi di euro, in crescita del 12%. L’utile per azione è aumentato del 20% a 6,89 euro, mentre il valore contabile tangibile per azione è salito del 19% a 39,54 euro.
I ricavi totali sono diminuiti dell’1,3% a 24,54 miliardi di euro, risentendo del contesto di tassi di interesse più bassi. Il margine di interesse è sceso del 4,3% a 13,73 miliardi di euro, ma si è attestato leggermente sopra le attese grazie a una gestione disciplinata della raccolta.
In controtendenza, le commissioni e i proventi assicurativi netti sono cresciuti del 5,6% a 8,69 miliardi di euro, rappresentando circa il 35% dei ricavi complessivi. I ricavi da trading sono invece diminuiti del 32,6% a 1,13 miliardi di euro, mentre i dividendi incassati sono più che raddoppiati a 980 milioni di euro dopo il consolidamento delle partecipazioni in Commerzbank e Alpha Bank.
I costi operativi sono rimasti sostanzialmente stabili a 9,44 miliardi di euro, nonostante l’espansione delle attività, portando il cost-income ratio al 38,5%. Gli accantonamenti su crediti si sono attestati a 662 milioni di euro, mantenendo il costo del rischio a un contenuto 15 punti base.
La qualità dell’attivo si è confermata solida, con esposizioni deteriorate lorde pari a 12,08 miliardi di euro, equivalenti al 2,7% dei crediti totali e coperte al 44% da accantonamenti. La banca ha inoltre mantenuto overlay su crediti in bonis per 1,7 miliardi di euro, con un tasso di default dell’1,3%.
A fine dicembre, il coefficiente CET1 di UniCredit si attestava al 14,7%, ben al di sopra del range obiettivo del 12,5%–13%, nonostante l’assorbimento di 9,5 miliardi di euro tra distribuzioni maturate e impatti regolamentari. Le attività ponderate per il rischio sono aumentate del 6,9% a 296,3 miliardi di euro, mentre la generazione organica di capitale ha raggiunto 382 punti base.
Guardando avanti, il nuovo piano prevede un utile netto di circa 11 miliardi di euro nel 2026 e di 13 miliardi di euro entro il 2028, implicando un tasso di crescita annuo composto di circa il 7%. Il ritorno sul capitale tangibile è atteso superare il 23% entro il 2028, insieme a una crescita a doppia cifra dell’utile per azione e dei dividendi.
La banca ha confermato un payout ordinario dell’80%, suddiviso equamente tra dividendi in contanti e riacquisti di azioni proprie. Le distribuzioni complessive per il 2025, soggette alle approvazioni regolamentari e assembleari, sono stimate in 9,5 miliardi di euro, di cui 4,75 miliardi sotto forma di dividendi cash.

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