Capex di Amazon, reset di Stellantis, crollo di Bitcoin – cosa muove i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

I future azionari statunitensi hanno registrato un lieve calo venerdì, mentre la debolezza dei titoli tecnologici è proseguita. Il colosso dell’e-commerce Amazon (NASDAQ:AMZN) ha annunciato un forte aumento degli investimenti in conto capitale, mentre il costruttore automobilistico Stellantis (NYSE:STLA) ha segnalato un importante cambio di strategia allontanandosi dai veicoli elettrici. Bitcoin (COIN:BTCUSD) ha continuato a scendere e i mercati petroliferi restano in attesa dell’esito dei colloqui tra Stati Uniti e Iran.

Amazon pianifica un forte aumento della spesa in conto capitale

Amazon (NASDAQ:AMZN) è stata tra le ultime big tech a pubblicare i risultati trimestrali dopo la chiusura di Wall Street di giovedì, allineandosi ai concorrenti nell’annunciare un significativo rafforzamento degli investimenti nelle infrastrutture di intelligenza artificiale.

L’amministratore delegato Andy Jassy ha dichiarato che Amazon intende investire 200 miliardi di dollari per potenziare le proprie attività nell’AI nel 2026, pari a un aumento di oltre il 50% della spesa in conto capitale già quest’anno. L’entità dell’investimento ha però preoccupato gli investitori, facendo scendere il titolo nelle contrattazioni after-hours.

L’annuncio conferma che i grandi gruppi tecnologici non hanno intenzione di rallentare gli investimenti nell’AI. I quattro principali hyperscaler – Amazon, Microsoft, Google e Meta – sono ora attesi spendere complessivamente oltre 630 miliardi di dollari quest’anno.

Guardando ai numeri, Amazon ha registrato nel quarto trimestre 2025 un utile per azione di 1,95 dollari su ricavi pari a 213,39 miliardi di dollari, in crescita del 13,6% su base annua, mancando di un centesimo le attese sugli utili. I ricavi di Amazon Web Services sono saliti a 35,6 miliardi di dollari nel trimestre di dicembre, con una crescita del 24%, la più forte degli ultimi 13 trimestri.

Pur rappresentando solo il 15–20% dei ricavi complessivi, AWS genera oltre il 60% dell’utile operativo del gruppo.
“Amazon ha mostrato un quadro leggermente misto, con una solida crescita complessiva dei ricavi e un forte contributo del cloud, la cui tanto attesa riaccelerazione sta guadagnando slancio”, ha commentato Sky Canaves, principal analyst di Emarketer.

I future USA scendono mentre Wall Street guarda a una settimana negativa

I future su Wall Street erano in calo nelle prime ore di venerdì, proseguendo le recenti flessioni mentre il crollo di Amazon si aggiungeva alle vendite sul settore tecnologico. Alle 03:35 ET, i future sull’S&P 500 scendevano dello 0,2%, quelli sul Nasdaq 100 dello 0,4% e i future sul Dow dello 0,1%.

Giovedì gli indici principali hanno chiuso in forte ribasso: il Nasdaq Composite ha perso l’1,6%, l’S&P 500 l’1,2% e il Dow Jones Industrial Average oltre 500 punti. Il Nasdaq è avviato verso la peggiore settimana da inizio aprile, con un calo di circa il 4%, mentre l’S&P 500 ha perso circa il 2%. Il Dow è sostanzialmente invariato.

Sono attesi altri risultati societari venerdì, tra cui Under Armour (NYSE:UAA), Biogen (NASDAQ:BIIB), AutoNation (NYSE:AN) e Philip Morris (NYSE:PM). Il rapporto ufficiale sull’occupazione USA, inizialmente previsto per venerdì, è stato rinviato alla prossima settimana dopo la risoluzione dello shutdown federale.

Separatamente, un report di Challenger, Gray & Christmas ha mostrato che i licenziamenti annunciati dai datori di lavoro statunitensi sono saliti a gennaio al livello più alto per il mese degli ultimi 17 anni.

Stellantis registra un maxi-onere nel “cambio strategico”

Stellantis (NYSE:STLA) ha annunciato un onere di circa 22 miliardi di euro (26,5 miliardi di dollari) legato alla revisione dei piani sui veicoli elettrici, che porterà a una perdita preliminare compresa tra 19 e 21 miliardi di euro nella seconda metà del 2025.

Il gruppo ha spiegato che la maggior parte delle svalutazioni deriva da modifiche alla roadmap dei prodotti, basate su ipotesi molto più basse sulla domanda di EV.
“Gli oneri annunciati oggi riflettono in gran parte il costo di aver sovrastimato il ritmo della transizione energetica, che ci ha allontanato dalle reali esigenze, possibilità e desideri di molti acquirenti di auto”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa.

Il gruppo franco-italiano ha definito la mossa un “cambio strategico”, mentre si adatta a costi elevati e a vendite di veicoli elettrici inferiori alle attese. Stellantis, insieme ad altri grandi produttori europei come Volkswagen, ha anche chiesto sussidi per sostenere la produzione automobilistica nell’UE.

Bitcoin verso una forte perdita settimanale

Bitcoin ha continuato a indebolirsi venerdì, avviandosi verso una pesante perdita settimanale mentre la fiducia negli asset rischiosi resta fragile. La criptovaluta è scesa di oltre il 9% a circa 64.730 dollari, dopo aver toccato in precedenza un minimo di 16 mesi vicino a 60.100 dollari.

Bitcoin è diretto verso la terza settimana consecutiva di ribassi ed è in calo di oltre il 20% su base settimanale. Ha inoltre perso più della metà del valore rispetto al massimo storico di ottobre, cancellando tutti i guadagni successivi alla vittoria elettorale di Donald Trump a fine 2024.

Il mercato crypto è stato colpito da una più ampia fuga dagli asset speculativi, intensificatasi dopo la nomina di Kevin Warsh da parte di Trump come possibile futuro presidente della Federal Reserve. Warsh in passato si è opposto ai programmi di acquisto di asset della Fed, e l’ipotesi di un bilancio più snello pesa sugli asset rischiosi.

Ad aggravare il quadro, il principale detentore corporate Strategy (NASDAQ:MSTR) ha riportato giovedì una perdita trimestrale molto più ampia, soprattutto a causa del calo del valore delle sue riserve in Bitcoin.

Petrolio in rialzo, ma settimana negativa in vista dei colloqui

I prezzi del petrolio sono saliti venerdì, ma restano avviati verso il primo calo settimanale in quasi due mesi, mentre gli investitori attendono l’esito dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il Brent è salito dell’1,3% a 68,38 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato l’1,4% a 64,19 dollari.

Nonostante il rimbalzo, il Brent è destinato a chiudere la settimana in calo del 3,3% e il WTI dell’1,8%, con i colloqui in programma in Oman sullo sfondo di crescenti tensioni in Medio Oriente. I mercati sperano che il dialogo possa ridurre le tensioni e il rischio di un conflitto più ampio, portando alla rimozione di parte del premio di rischio geopolitico.

Tuttavia, permangono divergenze sul perimetro dei colloqui: l’Iran ha respinto le richieste statunitensi di includere il proprio arsenale missilistico, affermando che le discussioni saranno limitate al dossier nucleare. L’Iran è un importante produttore di petrolio e si trova vicino allo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di greggio.

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