I mercati azionari europei hanno chiuso la seduta di venerdì in rialzo, sostenuti da risultati societari complessivamente positivi e da dati macroeconomici resilienti, anche se il contesto geopolitico resta teso. Intorno alle 09:30 GMT, il DAX tedesco guadagnava circa l’1%, il CAC 40 francese lo 0,5% e il FTSE 100 britannico lo 0,2%.
Segnali di graduale ripresa nell’eurozona
I dati macro hanno indicato un miglioramento progressivo dell’economia dell’area euro. In Francia, il PIL è cresciuto moderatamente nel quarto trimestre del 2025, rallentando rispetto al forte rimbalzo estivo ma chiudendo l’anno con una performance superiore alle attese. La crescita trimestrale si è attestata allo 0,2%, in calo rispetto allo 0,5% del terzo trimestre, mentre sull’intero 2025 l’economia è cresciuta dello 0,9%, superando l’ipotesi dello 0,7% utilizzata nella pianificazione di bilancio del governo.
In Germania, il mercato del lavoro ha mostrato segnali di debolezza, con il numero dei disoccupati invariato a gennaio. Su base destagionalizzata, i senza lavoro sono rimasti a 2,976 milioni, con il tasso di disoccupazione stabile al 6,3%. In questo contesto, la Banca Centrale Europea dovrebbe mantenere i tassi di interesse invariati nella riunione della prossima settimana, con l’inflazione vicina all’obiettivo e primi segnali di stabilizzazione economica.
Attenzione su geopolitica e Federal Reserve
Le tensioni geopolitiche restano elevate. Secondo indiscrezioni, la Casa Bianca starebbe valutando ulteriori azioni militari contro l’Iran, mentre una maggiore presenza navale statunitense viene dispiegata nella regione. Parallelamente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che dichiara lo stato di emergenza nazionale e apre la strada a possibili dazi sui beni provenienti da Paesi che commerciano petrolio con Cuba.
Trump ha inoltre dichiarato che annuncerà a breve il nome del prossimo presidente della Federal Reserve, con i media che indicano l’ex governatore della Fed Kevin Warsh come principale candidato.
Società in evidenza: Adidas, Swatch e CaixaBank
Sul fronte societario, Adidas (BIT:1ADS) è stata sotto i riflettori dopo aver annunciato vendite record nel 2025 e un piano di buyback da 1 miliardo di euro. Swatch (TG:UHR) ha comunicato una crescita delle vendite del 4,7% a cambi costanti nel secondo semestre, pur segnalando un forte calo dell’utile annuale.
Nel settore bancario, CaixaBank (TG:A2RZTQ) ha riportato un utile netto di 5,89 miliardi di euro nel 2025, in aumento dell’1,8%, con un ritorno sul capitale tangibile del 17,5%, una riduzione dei crediti deteriorati al minimo storico del 2,1% e un incremento del dividendo del 15%.
Negli Stati Uniti, Apple (NASDAQ:AAPL) ha superato agevolmente le attese su utili e ricavi nel primo trimestre fiscale, registrando la migliore crescita trimestrale delle vendite di iPhone degli ultimi quattro anni.
Petrolio e oro in calo dai massimi
Le materie prime hanno ritracciato dai recenti massimi. I prezzi del petrolio sono scesi nella seduta di venerdì, pur restando avviati verso forti rialzi settimanali per il timore che un eventuale attacco statunitense all’Iran possa interrompere le forniture. Il Brent è sceso dello 0,8% a 69,03 dollari al barile, mentre il WTI ha perso lo 0,8% a 64,87 dollari. Su base settimanale, entrambi i contratti restano in rialzo di circa il 5% e si avviano a chiudere il primo mese positivo dopo sei mesi.
Anche l’oro ha registrato una brusca correzione, allontanandosi dai massimi storici dopo le notizie sull’imminente annuncio del nuovo presidente della Fed. Kevin Warsh, considerato meno accomodante rispetto ad altri candidati, ha rafforzato il dollaro, penalizzando le materie prime denominate nella valuta statunitense. L’oro spot è sceso del 5,4% a 5.061,59 dollari l’oncia, mentre i futures di aprile hanno perso il 6,4% a 5.024,68 dollari. Nonostante il calo, il metallo prezioso resta in rialzo di oltre il 20% da inizio gennaio, avviandosi verso il sesto aumento mensile consecutivo e il miglior rialzo mensile dal 1982.

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