Il petrolio avanza leggermente tra interruzioni dell’offerta e dollaro debole

I prezzi del petrolio hanno registrato un moderato rialzo mercoledì, proseguendo i guadagni della seduta precedente, mentre il mercato continua a valutare le preoccupazioni sull’offerta dopo le interruzioni legate al maltempo negli Stati Uniti e i problemi produttivi in Kazakhstan. A sostenere i prezzi hanno contribuito anche la debolezza del dollaro e le persistenti tensioni in Medio Oriente.

Alle 09:00 GMT, i futures sul Brent guadagnavano 23 centesimi (+0,3%) a 67,80 dollari al barile, mentre il WTI statunitense saliva di 32 centesimi (+0,5%) a 62,71 dollari. Entrambi i benchmark avevano messo a segno un rialzo di circa il 3% martedì.

Il dollaro USA continua a muoversi vicino ai minimi da quattro anni rispetto a un paniere di valute, rendendo le materie prime denominate in dollari, come il petrolio, più convenienti per gli acquirenti che operano in altre valute.

Interruzioni dell’offerta sostengono il mercato

Sul fronte dell’offerta, analisti e trader stimano che i produttori statunitensi abbiano perso fino a 2 milioni di barili al giorno — circa il 15% della produzione nazionale — nel fine settimana, dopo che una violenta tempesta invernale ha colpito produzione ed esportazioni.

Anche le perdite di produzione in Kazakhstan hanno contribuito a sostenere i prezzi, sebbene il Paese, membro dell’OPEC+, abbia indicato che l’output del giacimento di Tengiz dovrebbe riprendere gradualmente entro circa una settimana. Nel frattempo, il Caspian Pipeline Consortium (CPC), che gestisce circa l’80% delle esportazioni petrolifere del Kazakhstan, ha ripristinato la piena capacità di carico al terminal del Mar Nero dopo lavori di manutenzione a uno dei tre punti di ormeggio danneggiati da attacchi con droni, secondo fonti.

Restano i timori sull’offerta in Medio Oriente

I rischi geopolitici in Medio Oriente continuano a pesare sul mercato. Due funzionari statunitensi hanno riferito a Reuters che una portaerei americana e navi di supporto sono arrivate nella regione, rafforzando la capacità del presidente Donald Trump di difendere le forze USA o di intraprendere eventuali azioni militari contro l’Iran.

Secondo gli analisti di ANZ, questo dispiegamento aumenta la possibilità che Trump dia seguito alle minacce di colpire la leadership iraniana in risposta alla violenta repressione delle proteste nazionali.

In prospettiva, l’alleanza OPEC+ — che comprende l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, la Russia e altri alleati — dovrebbe mantenere la pausa sugli aumenti della produzione per marzo, in occasione della riunione del 1° febbraio, secondo tre delegati OPEC+.

Sul fronte delle scorte, un sondaggio Reuters esteso pubblicato martedì suggerisce che le scorte statunitensi di greggio e benzina siano aumentate nella settimana conclusa il 23 gennaio, mentre quelle di distillati dovrebbero essere diminuite. Tuttavia, fonti di mercato che citano i dati dell’American Petroleum Institute hanno riferito che le scorte di greggio e benzina sono scese la scorsa settimana, mentre i distillati sono aumentati. I dati ufficiali del governo sono attesi alle 15:30 GMT.

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