L’oro vola a nuovi massimi sopra i 5.260 $/oncia grazie alla domanda di beni rifugio

I prezzi dell’oro hanno segnato nuovi record mercoledì, superando la soglia dei 5.200 dollari l’oncia, sostenuti dalla forte domanda di beni rifugio, dalle tensioni geopolitiche, dall’incertezza sulle politiche economiche e dal marcato indebolimento del dollaro statunitense.

L’oro spot ha toccato un massimo storico a 5.266,38 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro con scadenza aprile hanno raggiunto un picco di 5.297,86 dollari l’oncia. Il rally si è esteso anche agli altri metalli preziosi, con argento e platino rimasti vicino ai rispettivi massimi recenti. La cautela degli investitori, in vista della conclusione della riunione della Federal Reserve più tardi in giornata, ha ulteriormente sostenuto la domanda difensiva.

Geopolitica e incertezza politica spingono l’oro

L’interesse per i beni rifugio è aumentato dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che una seconda armata navale è diretta verso l’Iran, aggiungendo di sperare in un accordo tra Teheran e Washington. L’incertezza sulla politica statunitense resta uno dei principali motori del rialzo dell’oro nel 2026, insieme alle tensioni legate al Venezuela e a una disputa diplomatica sulla Groenlandia.

Da inizio anno, l’oro registra un rialzo di circa il 20%, dopo i forti guadagni messi a segno nel 2025.

A rafforzare il trend contribuisce anche la debolezza del dollaro, sceso questa settimana ai minimi da quasi quattro anni. Trump ha dichiarato martedì di non essere preoccupato per un biglietto verde più debole, innescando ulteriori vendite sulla valuta.

Argento e platino restano sostenuti in attesa della Fed

Anche gli altri metalli preziosi hanno mantenuto un tono positivo. L’argento spot è balzato del 2,8% a 115,2455 dollari l’oncia, mentre il platino spot è salito dell’1,3% a 2.688,23 dollari l’oncia.

Gli analisti di ANZ hanno osservato che l’argento sta beneficiando in modo particolare della domanda fisica in Cina, dove le possibilità di investimento in metalli sono relativamente limitate e gli investitori tendono ad acquistare lingotti e monete.

I rialzi arrivano mentre la Federal Reserve si prepara a chiudere la sua riunione di due giorni, con i tassi ampiamente attesi invariati al 3,75%. L’attenzione dei mercati è ora rivolta alle indicazioni del presidente Jerome Powell e all’eventuale risposta alle pressioni di Washington per un taglio deciso dei tassi.

Trump ha affermato martedì di essere vicino a nominare il successore di Powell e ha suggerito che i tassi scenderanno con una nuova leadership alla Fed. In precedenza, Powell aveva dichiarato che Washington stava cercando di fare pressione sulla banca centrale attraverso un’indagine del Dipartimento di Giustizia, alimentando timori sull’indipendenza della Fed.

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