La Borsa di Milano ha avviato la seduta in territorio negativo, con gli investitori sempre più concentrati sull’intenso flusso di risultati trimestrali in arrivo da Europa e Stati Uniti e sulla decisione di politica monetaria della Federal Reserve attesa in giornata.
Il sentiment globale resta contrastato. In Asia, l’indice Nikkei di Tokyo ha chiuso leggermente in rialzo, sostenuto dai segnali positivi provenienti dal settore dei semiconduttori dopo che il produttore olandese di apparecchiature per chip ASML ha comunicato ordini superiori alle attese, spingendo al rialzo i titoli tecnologici.
L’attenzione più avanti nella giornata è rivolta alla Federal Reserve, che dovrebbe lasciare i tassi invariati nell’intervallo 3,50%–3,75%. Sebbene la decisione sui tassi sia in larga parte già scontata, i mercati seguono con interesse gli sviluppi legati all’indipendenza dell’istituto e alle possibili novità sul successore di Jerome Powell, che potrebbero emergere nei prossimi giorni.
Riflettori puntati anche su valute e materie prime. Il dollaro statunitense ha proseguito la sua fase di debolezza dopo che il presidente Donald Trump ha definito “eccellente” il livello attuale del biglietto verde. Il calo del dollaro ha spinto l’oro a un nuovo massimo storico, superando i 5.200 dollari l’oncia.
In agenda anche i conti di Meta e Tesla, attesi dopo la chiusura dei mercati statunitensi.
Intorno alle 9:30, il FTSE MIB segnava un calo dello 0,33%.
STM (BIT:STM) si è distinta tra i migliori titoli, con un rialzo di circa il 4%. Il titolo ha beneficiato del miglioramento del sentiment sul settore dopo i risultati positivi del concorrente olandese, il maggiore fornitore mondiale di apparecature per la produzione di semiconduttori, che ha registrato ordini superiori alle attese grazie all’aumento degli investimenti nella capacità produttiva di chip per l’intelligenza artificiale.
Di segno opposto l’andamento del settore del lusso, colpito duramente dagli effetti di trascinamento legati alle trimestrali. Il colosso francese LVMH (EU:MC) ha registrato un forte ribasso, perdendo circa il 6% dopo risultati del quarto trimestre inferiori alle aspettative, penalizzati da margini più deboli e da un tono prudente sui primi segnali di ripresa della domanda.
In flessione anche i titoli del lusso italiani. Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) è stato il peggiore, in calo del 6% dopo aver perso fino all’8% nelle prime fasi di scambio. Il gruppo ha chiuso il quarto trimestre con ricavi pari a 282 milioni di euro, in linea con le stime ma in calo del 2% a cambi costanti. Moncler (BIT:MONC) ha ceduto il 3,5%, mentre Brunello Cucinelli (BIT:BC) ha lasciato sul terreno il 2,2%.
Deboli anche le banche, con Unicredit (BIT:UCG) in ribasso dello 0,45% e Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) in calo dello 0,75%.
In controtendenza Interpump (BIT:IP), che ha messo a segno un rialzo del 4,6%, risultando il titolo migliore del listino milanese nelle prime battute di contrattazione.

Leave a Reply