I future azionari statunitensi indicano un’apertura sostanzialmente invariata lunedì, segnalando una mancanza di direzione chiara dopo l’andamento contrastato registrato nella seduta di venerdì.
Gli operatori appaiono cauti in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve attesa per mercoledì. Sebbene il mercato si aspetti ampiamente tassi invariati, l’attenzione sarà rivolta soprattutto al comunicato della banca centrale per eventuali indicazioni sull’evoluzione futura dei tassi.
Nei prossimi giorni saranno seguiti con interesse anche i risultati di grandi società come Meta Platforms (NASDAQ:META), Microsoft (NASDAQ:MSFT), Tesla (NASDAQ:TSLA) e Apple (NASDAQ:AAPL).
Gli investitori continuano inoltre a monitorare gli sviluppi geopolitici, dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato di imporre dazi del 100% sulle importazioni dal Canada in relazione a un potenziale accordo commerciale con la Cina. Il primo ministro canadese Mark Carney ha risposto affermando che il suo Paese non ha alcuna intenzione di perseguire un’intesa di questo tipo.
Sul fronte politico interno, torna lo spettro di un nuovo shutdown del governo statunitense. Diversi senatori democratici hanno minacciato di votare contro una legge di spesa se includesse fondi per il Dipartimento della Sicurezza Interna, dopo che agenti federali per l’immigrazione hanno ucciso un cittadino statunitense a Minneapolis nel fine settimana.
Dopo i forti rialzi delle due sedute precedenti, i mercati azionari USA hanno chiuso venerdì con un andamento misto. Il Dow Jones Industrial Average ha perso terreno, mentre il Nasdaq, a forte componente tecnologica, ha proseguito al rialzo per il terzo giorno consecutivo.
A fine giornata, il Dow è sceso di 285,30 punti, pari allo 0,6%, a 49.098,71. L’S&P 500 è salito di 2,26 punti, meno di un decimo di punto percentuale, a 6.915,61, mentre il Nasdaq ha guadagnato 65,22 punti, ovvero lo 0,3%, a 23.501,24.
Nel complesso della settimana accorciata dalle festività, tutti e tre i principali indici hanno chiuso in calo. Il Nasdaq ha perso lo 0,1%, mentre l’S&P 500 e il Dow sono scesi rispettivamente dello 0,4% e dello 0,5%.
L’andamento contrastato di venerdì ha riflesso il mutare delle preoccupazioni geopolitiche. Le tensioni legate alla Groenlandia si sono attenuate, ma sono state sostituite da nuovi timori di un confronto tra Stati Uniti e Iran.
Dopo aver escluso l’uso della forza per acquisire la Groenlandia e aver ridimensionato le minacce tariffarie contro l’Europa, Trump sembra aver spostato nuovamente l’attenzione sull’Iran. Parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One giovedì, ha affermato che una “armata” statunitense è diretta verso il Medio Oriente.
“Stiamo osservando l’Iran”, ha detto Trump. “Sapete che abbiamo molte navi che si stanno dirigendo in quella direzione, per ogni evenienza. Abbiamo una grande flottiglia che va in quella direzione e vedremo cosa succede”.
In precedenza, Trump aveva fatto marcia indietro rispetto alle minacce di azioni militari contro l’Iran legate alla repressione delle proteste nel Paese.
Sul fronte macroeconomico, l’Università del Michigan ha diffuso dati che mostrano un miglioramento della fiducia dei consumatori a gennaio superiore alle attese. L’indice di fiducia è stato rivisto al rialzo a 56,4 da una lettura preliminare di 54,0, contro le attese che indicavano nessuna revisione. Il dato risulta inoltre nettamente superiore al livello di dicembre, pari a 52,9.
A livello settoriale, i titoli software sono stati tra i migliori della giornata, spingendo il Dow Jones U.S. Software Index a un rialzo del 2,2%. Anche i titoli auriferi hanno mostrato forza, sostenuti da un nuovo balzo del prezzo dell’oro, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs in crescita dell’1,5%.
Di contro, i titoli dell’hardware informatico hanno registrato forti ribassi, trascinando il NYSE Arca Computer Hardware Index in calo del 2,9%. Debole anche il comparto bancario e immobiliare, con il KBW Bank Index in flessione del 2,2% e il Philadelphia Housing Sector Index in calo dell’1,6%.

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