I mercati azionari europei hanno iniziato la settimana con un tono prudente lunedì, con gli investitori restii a prendere posizioni decise a fronte delle persistenti incertezze geopolitiche, dell’imminente decisione di politica monetaria della Federal Reserve e di un calendario fitto di risultati societari.
Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco guadagnava lo 0,1%, il FTSE 100 britannico saliva dello 0,2%, mentre il CAC 40 francese perdeva lo 0,1%.
Tensioni tra Stati Uniti e Canada ancora elevate
Sebbene le recenti preoccupazioni legate alla posizione del presidente statunitense Donald Trump sulla Groenlandia e al rischio di una guerra commerciale transatlantica sembrino essersi attenuate, le tensioni geopolitiche restano sotto i riflettori.
Nel fine settimana, Trump ha avvertito che gli Stati Uniti imporrebbero un dazio del 100% al Canada qualora Ottawa firmasse un accordo commerciale con la Cina. Il primo ministro canadese Mark Carney ha risposto affermando che il Canada non ha intenzione di perseguire un accordo di libero scambio con Pechino, ma lo scambio di dichiarazioni ha messo in evidenza le frizioni ancora latenti tra i due Paesi confinanti.
L’indice Ifo tedesco passa in secondo piano rispetto alla Fed
Il principale dato macroeconomico europeo di lunedì è l’indice Ifo sul clima economico in Germania, atteso in miglioramento e indicativo di una maggiore fiducia delle imprese nella prima economia dell’area euro.
Tuttavia, l’attenzione dei mercati è concentrata soprattutto sulla riunione di due giorni della Federal Reserve, che si concluderà mercoledì. Gli investitori si aspettano in larga parte che i tassi di interesse restino invariati dopo tre tagli consecutivi e analizzeranno con attenzione il comunicato della Fed e le dichiarazioni del presidente Jerome Powell per cogliere indicazioni sulla futura traiettoria dei tassi.
Focus societario: Ryanair e S4 Capital
Sul fronte aziendale, Ryanair (LSE:0A2U) ha dichiarato di attendersi un utile netto annuale superiore di circa un terzo rispetto all’anno precedente, sostenuto da una crescita delle tariffe più forte del previsto. Le tariffe medie dovrebbero aumentare oltre il +7% annuo stimato a novembre.
Tuttavia, l’utile del terzo trimestre è risultato nettamente inferiore rispetto a un anno fa, penalizzato principalmente da un onere di 85 milioni di euro legato a una sanzione inflitta dall’autorità garante della concorrenza italiana.
Nel frattempo, il gruppo di pubblicità digitale S4 Capital (LSE:SFOR) ha comunicato che i risultati di trading per l’intero 2025 hanno superato sia le indicazioni riviste fornite a novembre sia le attuali aspettative di mercato.
A Wall Street si preannuncia una settimana intensa, con oltre 90 società dell’S&P 500 pronte a pubblicare i conti trimestrali, tra cui Apple, Meta Platforms e Microsoft. Finora, il 76% delle aziende che hanno già comunicato i risultati ha battuto le stime, secondo i dati di FactSet.
Prezzi del petrolio in consolidamento dopo il rally
I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve calo lunedì, consolidando i recenti rialzi alimentati dalle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran e dalle rigide condizioni invernali in diverse aree degli Stati Uniti.
Il Brent è sceso dello 0,2% a 64,92 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha ceduto lo 0,2% a 60,93 dollari. Entrambi i benchmark avevano guadagnato il 2,7% la scorsa settimana, chiudendo venerdì sui livelli più alti dal 14 gennaio.
Giovedì, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno un’“armada” diretta verso l’Iran, uno dei maggiori produttori di greggio del Medio Oriente, con un gruppo d’attacco di portaerei e altre risorse militari attese nella regione nei prossimi giorni.
Separatamente, negli Stati Uniti, le tempeste invernali hanno ridotto la produzione di petrolio e gas naturale e fatto impennare i prezzi spot dell’energia elettrica.

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