La Borsa di Milano rimbalza in linea con l’Europa dopo la svolta di Trump sui dazi legati alla Groenlandia, difesa in calo

Dopo quattro sedute consecutive di ribassi, il mercato azionario italiano ha aperto in rialzo, seguendo l’andamento positivo delle altre piazze europee, favorite dalle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al vertice di Davos. Trump ha escluso il ricorso alla forza militare in Groenlandia, pur mantenendo la pressione diplomatica sulla Danimarca, contribuendo ad allentare le tensioni sui mercati.

Il miglioramento del sentiment è stato rafforzato dalle parole dello stesso Trump su un accordo con la NATO e dalla decisione di ritirare i nuovi dazi. Il cambio di clima ha innescato un recupero anche a Wall Street, dove gli indici hanno segnato rialzi superiori all’1%, sebbene non sufficienti a compensare le forti perdite della seduta precedente.

Già nel pomeriggio di ieri, dopo il lungo e molto seguito intervento di Trump, le Borse europee avevano avviato un recupero, chiudendo in gran parte in territorio positivo, mentre Piazza Affari aveva limitato i danni terminando la giornata in calo dello 0,5%.

Intorno alle 9:40, il FTSE MIB segnava un progresso dello 0,76%, con rialzi diffusi in tutti i settori.

A trainare il listino sono stati i titoli finanziari. Banca Mediolanum (BIT:BMED) e FinecoBank (BIT:FBK) figuravano tra i migliori, con guadagni rispettivamente del 2,2% e dell’1,8%. Bene anche gli istituti più tradizionali, con BPER Banca (BIT:BPE), Banco BPM (BIT:BAMI) e Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) in rialzo di circa l’1%.

Nel comparto del lusso, Brunello Cucinelli (BIT:BC) è risalita di oltre l’1% dopo otto sedute consecutive in calo che avevano portato a una perdita complessiva del 17,6%. Buona anche la performance di Telecom Italia (BIT:TIT), in rialzo del 2%, e di Poste Italiane (BIT:PST), che ha guadagnato l’1,8%. Positivo l’andamento dell’intero settore delle utility.

Stellantis (BIT:STLAM) ha registrato un aumento di circa l’1,5%, sostenuta dal clima favorevole sul settore auto europeo, anche grazie a notizie incoraggianti provenienti da Volkswagen. Il gruppo tedesco ha diffuso dati preliminari che indicano un flusso di cassa libero del settore automotive pari a 6 miliardi di euro nel 2025, ben al di sopra sia delle previsioni societarie sia delle attese del mercato.

In controtendenza i titoli della difesa. Leonardo (BIT:LDO) ha ceduto il 2,1% e Fincantieri (BIT:FCT) è scesa del 3,4%, penalizzate dall’allentamento degli scenari più estremi sulla Groenlandia e dalle aspettative di un possibile piano di pace per l’Ucraina, dopo che Trump ha affermato che un accordo per porre fine alla guerra è “ragionevolmente vicino”.

Eni SpA (BIT:ENI) ha chiuso in lieve rialzo dello 0,3% dopo l’annuncio di un accordo vincolante con la compagnia petrolifera statale azera SOCAR per la cessione di una partecipazione del 10% nel progetto Baleine in Costa d’Avorio.

Gli analisti di Equita stimano che questa ulteriore dismissione possa valere almeno 450 milioni di dollari. “L’operazione conferma la capacità di Eni di valorizzare le proprie scoperte”, commenta il broker. Pur rappresentando meno dello 0,4% dei volumi upstream del gruppo, la quota ceduta “contribuisce in modo significativo alla flessibilità finanziaria e sostiene la politica di remunerazione degli azionisti attraverso dividendi e buyback”.

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