I futures USA salgono leggermente mentre i mercati attendono il discorso di Trump a Davos; sotto i riflettori Netflix e Berkshire: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

I futures legati ai principali indici azionari statunitensi hanno registrato un lieve rialzo mercoledì, con i mercati ancora nervosi in vista dell’intervento del presidente Donald Trump al World Economic Forum in Svizzera. L’attenzione degli investitori resta concentrata sulla spinta di Trump per il controllo statunitense della Groenlandia e sulle sue minacce di imporre nuovi dazi a diversi Paesi europei, temi che dovrebbero dominare anche gli incontri con i leader mondiali a margine dell’evento. Al di fuori della geopolitica, Netflix (NASDAQ:NFLX) ha diffuso una guidance prudente dopo aver migliorato la propria offerta per Warner Bros. Discovery (NASDAQ:WBD), mentre una comunicazione regolamentare ha indicato che Berkshire Hathaway (NYSE:BRK.B) potrebbe ridurre la propria partecipazione in Kraft Heinz (NASDAQ:KHC).

Futures in rialzo

I futures di Wall Street hanno indicato un rimbalzo, dopo che nella seduta precedente i mercati avevano registrato il peggior calo giornaliero da ottobre.

Alle 02:21 ET, i futures sul Dow Jones salivano di 103 punti (+0,2%), quelli sull’S&P 500 guadagnavano 27 punti (+0,4%) e i futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 114 punti (+0,5%).

Martedì i mercati erano stati colpiti dal riemergere delle tensioni geopolitiche e commerciali, dopo che il presidente Donald Trump aveva minacciato nuovi dazi contro diversi Paesi europei se le sue richieste sulla Groenlandia non fossero state accolte. I rendimenti dei Treasury USA sono balzati, spingendo il decennale ai massimi da agosto, mentre il dollaro ha perso terreno contro le principali valute.

Gli operatori cercano ora di capire se Trump darà seguito alle sue parole e come potrebbero reagire i governi europei. A complicare il quadro contribuisce anche l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi, in vista di elezioni anticipate il mese prossimo.

Trump a Davos

Trump torna al centro della scena mercoledì partecipando al Forum Economico Mondiale in Svizzera.

Secondo le indiscrezioni, incontrerà diversi leader mondiali e continuerà a sostenere la necessità per gli Stati Uniti di acquisire la Groenlandia, territorio semi-autonomo danese che considera strategico per la sicurezza nazionale.

Martedì Trump ha adottato toni più concilianti, affermando di voler raggiungere un accordo che renda gli alleati NATO degli Stati Uniti “molto felici”. Tuttavia, alla domanda su fino a che punto sarebbe disposto a spingersi, ha risposto soltanto: “Lo scoprirete”.

Gli investitori restano cauti, poiché Trump continua ad avvertire che potrebbe imporre dazi aggiuntivi del 10% a otto Paesi europei — portandoli al 25% a giugno se non otterrà quanto richiesto. I leader europei hanno definito la minaccia una forma di ricatto, un concetto ribadito a Davos dal presidente francese Emmanuel Macron.

Secondo il Wall Street Journal, l’intervento di Trump a Davos dovrebbe includere anche riferimenti alla sua agenda economica per il secondo mandato, in cui i dazi hanno un ruolo centrale.

Risultati “misti” per Netflix

Le azioni Netflix sono scese nel trading after-hours dopo che il gruppo ha presentato una guidance giudicata prudente, mentre porta avanti la maxi-offerta per Warner Bros. Discovery.

La società prevede per il primo trimestre un margine operativo del 32,1% e ricavi per 12,16 miliardi di dollari, entrambi sotto le attese del mercato. Per il 2026, Netflix ha indicato un range di ricavi con punto medio a 51,2 miliardi di dollari, superiore alle stime, ma un margine operativo del 31,5%, circa 100 punti base sotto le previsioni degli analisti, anche a causa di circa 275 milioni di dollari di costi legati alle acquisizioni.

In positivo, Netflix ha registrato un forte aumento dei ricavi e dell’utile netto del quarto trimestre, rispettivamente a 12,05 miliardi e 2,42 miliardi di dollari, grazie al successo di contenuti come l’ultima stagione di “Stranger Things” e l’uscita di “Frankenstein”. Gli abbonamenti a pagamento hanno superato quota 325 milioni.

I risultati sono arrivati poco dopo che Netflix ha migliorato la propria offerta da circa 72 miliardi di dollari per le attività studio e streaming di Warner Bros., nel contesto di una competizione con Paramount Skydance.

Gli analisti di Jefferies hanno definito i risultati “misti”, aggiungendo che una “maggiore certezza sull’operazione” rappresenterebbe un “catalizzatore positivo” per il titolo.

Berkshire potrebbe ridurre la quota in Kraft Heinz

Dopo la chiusura dei mercati USA, Berkshire Hathaway ha comunicato di poter vendere fino a 325 milioni di azioni di Kraft Heinz, pari sostanzialmente all’intera partecipazione del conglomerato e a circa il 27,5% del capitale del gruppo alimentare.

Berkshire aveva già svalutato la propria quota in Kraft Heinz e criticato i piani di scorporo dell’azienda. Il titolo Kraft Heinz è sceso di oltre il 3% nelle contrattazioni after-hours.

Secondo Vital Knowledge, la possibile cessione rappresenta la “prima grande azione societaria” sotto la guida del nuovo CEO Greg Abel, successore di Warren Buffett. La mossa dimostrerebbe che Abel sta “già lasciando la sua impronta sul vasto portafoglio del gruppo”, e rifletterebbe “puramente” una visione negativa sul settore dei beni alimentari confezionati.

L’oro supera quota 4.800 dollari

I prezzi dell’oro hanno toccato nuovi massimi storici mercoledì, superando i 4.800 dollari l’oncia e avvicinandosi ai 4.900, mentre le tensioni legate alla Groenlandia e le rinnovate frizioni commerciali spingevano gli investitori verso i beni rifugio.

L’oro spot è salito del 2,3% a 4.862,75 dollari l’oncia alle 03:35 ET, dopo aver toccato un massimo record di 4.887,82 dollari. Anche i futures sull’oro USA sono saliti del 2,1% a 4.865,91 dollari.

Al contrario, i prezzi del petrolio sono scesi bruscamente, penalizzati dai timori per la crescita globale legati alle minacce di dazi statunitensi. Il calo segue i rialzi di circa l’1,5% della seduta precedente, dopo che il Kazakistan, produttore OPEC+, aveva sospeso la produzione in due giacimenti.

Oltre alla geopolitica, i mercati attendono il rapporto mensile dell’Agenzia Internazionale dell’Energia e i dati sulle scorte di petrolio e benzina negli Stati Uniti nei prossimi giorni.

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