I future sui principali indici azionari statunitensi indicano un’apertura in forte calo martedì, suggerendo nuove pressioni sulle azioni con la ripresa delle contrattazioni dopo il lungo fine settimana festivo.
Il sentiment degli investitori è stato scosso dal ritorno dei timori di un conflitto commerciale tra Stati Uniti ed Europa, legato all’iniziativa del presidente Donald Trump di assumere il controllo della Groenlandia. Trump ha minacciato nuovi dazi contro diversi Paesi europei qualora si opponessero all’acquisizione del territorio danese, che ha definito strategicamente essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
In un post su Truth Social, Trump ha annunciato l’intenzione di imporre dazi del 10% sulle importazioni provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia a partire dal 1° febbraio. Ha aggiunto che le tariffe salirebbero al 25% dal 1° giugno e resterebbero in vigore fino al raggiungimento di un accordo che consenta agli Stati Uniti di acquistare la Groenlandia.
“Gli investitori sperano in una qualche forma di accordo di de-escalation sulla Groenlandia che rimuova il rischio di una rottura o quantomeno di una grave frattura nell’alleanza Nato”, ha dichiarato Russ Mould, investment director di AJ Bell. “Se la crisi dovesse aggravarsi, difficilmente sarebbe una buona notizia per le azioni globali”.
Ha aggiunto: “Il Nasdaq sembra destinato a registrare i ribassi più marcati, a causa dei timori di possibili ritorsioni europee contro i grandi gruppi tecnologici statunitensi”.
Venerdì, i mercati azionari statunitensi avevano inizialmente aperto in rialzo, ma i guadagni si sono rapidamente dissolti, lasciando spazio a una seduta priva di direzione chiara. Gli indici principali hanno oscillato a lungo attorno alla parità prima di chiudere leggermente in calo.
Il Dow Jones Industrial Average ha perso 83,11 punti, pari allo 0,2%, a 49.359,33 punti. Il Nasdaq Composite ha ceduto 14,63 punti, lo 0,1%, a 23.515,39 punti, mentre l’S&P 500 ha limato 4,46 punti, lo 0,1%, a 6.940,01 punti.
Su base settimanale, il Nasdaq ha registrato un calo dello 0,7%, mentre l’S&P 500 e il Dow sono scesi rispettivamente dello 0,4% e dello 0,3%.
La volatilità di Wall Street è seguita anche a dichiarazioni di Donald Trump che hanno lasciato intendere come il direttore del National Economic Council, Kevin Hassett, potrebbe non essere la sua scelta finale per succedere a Jerome Powell alla guida della Federal Reserve.
“Vedo Kevin tra il pubblico e voglio solo ringraziarti. Sei stato fantastico oggi in televisione”, ha detto Trump durante un’apparizione alla Casa Bianca. “A dire il vero, vorrei tenerti dove sei”.
Hassett era considerato il favorito per sostituire Powell, il cui mandato scade a maggio, ma i mercati di previsione indicano ora che l’ex governatore della Fed Kevin Warsh sia balzato in testa dopo le dichiarazioni di Trump.
Questi sviluppi hanno alimentato incertezza sulla futura scelta del presidente per la guida della Fed e sulle prospettive dei tassi di interesse. Gli operatori restano inoltre cauti in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche globali.
Le minacce di Trump sulla Groenlandia continuano ad attirare l’attenzione, insieme agli sviluppi in Venezuela, ai disordini politici in Iran e al conflitto in corso tra Russia e Ucraina.
Sul fronte macroeconomico, la Federal Reserve ha comunicato che la produzione industriale è cresciuta più del previsto a dicembre. L’indice è salito dello 0,4%, in linea con il dato rivisto al rialzo di novembre, contro attese per un incremento più contenuto dello 0,1%.
La maggior parte dei settori ha mostrato movimenti limitati, contribuendo a una chiusura poco brillante degli indici principali. A distinguersi è stato il comparto immobiliare commerciale, con il Dow Jones U.S. Real Estate Index in rialzo dell’1,2%.
Prosegue anche il rally dei titoli dei semiconduttori, che ha spinto il Philadelphia Semiconductor Index a guadagnare l’1,2% e a chiudere su un nuovo massimo storico. In controtendenza, i titoli siderurgici sono scesi, con il NYSE Arca Steel Index in calo dell’1,2% dopo aver segnato giovedì il miglior livello di chiusura in oltre 17 anni.

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