UniCredit sotto i riflettori dopo il rialzo del target price di Mediobanca in vista dei conti 2025

L’attenzione degli analisti è concentrata su UniCredit (BIT:UCG), mentre la banca si prepara a pubblicare i risultati del quarto trimestre e dell’intero esercizio 2025.

Martedì Mediobanca ha aumentato il target price su UniCredit a 86 euro da 80 euro, a fronte di un prezzo del titolo pari a 71,41 euro, in calo dello 0,10% nelle prime fasi della seduta su Borsa Italiana. La revisione implica un potenziale rialzo superiore al 20% rispetto ai livelli attuali, intorno a 71 euro.

In media, il target price degli analisti si colloca nell’area 74–75 euro, con una stima massima di circa 85,70 euro. L’aggiornamento di Mediobanca si posiziona quindi nella parte alta del range.

La settimana scorsa anche Equita ha rivisto al rialzo il proprio obiettivo sul titolo di Piazza Gae Aulenti, portandolo a 83 euro da 71,50 euro. La revisione riflette un multiplo più elevato, coerente con la view di settore e supportato da una maggiore visibilità su una redditività elevata e sostenibile e sui ritorni per gli azionisti. A questi livelli, il titolo tratterebbe a un P/E 2027 di circa 10,5x e a un P/TE di 2,2x, rispetto a 2,0x. Equita ha confermato la raccomandazione di acquisto, sottolineando valutazioni ancora interessanti, con un P/E 2027 inferiore a 9x e un dividend yield intorno al 6%.

Il consiglio di amministrazione di UniCredit si riunirà l’8 febbraio 2026 per approvare i risultati del quarto trimestre e dell’intero esercizio 2025, che saranno poi presentati al mercato il giorno successivo, 9 febbraio 2026, tramite pubblicazione e conference call.

Il consenso degli analisti, raccolto presso 16 broker, prevede utili record nel 2025, nonostante il calo del margine di interesse legato alla riduzione dei tassi, più che compensato dall’aumento delle commissioni. Le stime per il 2025 indicano ricavi per 24,798 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto ai 24,865 miliardi del 2024, costi operativi pari a 9,46 miliardi e un margine operativo lordo di 15,34 miliardi. Le rettifiche su crediti sono attese a 618 milioni di euro, in calo dai 641 milioni del 2024.

L’utile netto per il 2025 è previsto superare per la prima volta i 10 miliardi di euro, attestandosi a 10,459 miliardi, in crescita di circa il 12% rispetto ai 9,314 miliardi dell’anno precedente.

Per il solo quarto trimestre, gli analisti stimano ricavi pari a 5,952 miliardi di euro, in lieve calo rispetto ai 6 miliardi del 2024, con margine di interesse (NII) in discesa a 3,357 miliardi da 3,649 miliardi. L’utile netto trimestrale è atteso in aumento a 1,74 miliardi di euro da 1,56 miliardi, con attività ponderate per il rischio (RWA) pari a 296,4 miliardi rispetto ai 277,1 miliardi del 2024 e un CET1 ratio del 14,5%.

Nel frattempo, UniCredit ha comunicato di aver acquistato complessivamente 1.072.218 azioni proprie tra il 12 e il 16 ottobre, a un prezzo medio ponderato di 70,9250 euro, nell’ambito del programma di buyback avviato il 23 ottobre 2025. Al 16 gennaio, dall’inizio della seconda tranche del Residual SBB 2024, l’istituto ha riacquistato complessivamente 20.369.044 azioni, pari all’1,31% del capitale sociale, per un controvalore totale di 1,34 miliardi di euro.

Tenendo conto anche degli acquisti effettuati nella prima tranche del Residual SBB 2024, UniCredit detiene attualmente 47.874.209 azioni proprie, pari al 3,07% del capitale sociale.

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