UniCredit (BIT:UCG) ha smentito con fermezza giovedì le indiscrezioni di mercato secondo cui sarebbe interessata ad acquisire la partecipazione di Delfin in Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS).
In una nota, il management di UniCredit ha definito le recenti voci su MPS «speculative e prive di fondamento», precisando che lo stesso vale per le ipotesi relative «al presunto interesse all’acquisto di altre partecipazioni».
La banca ha aggiunto che «è deplorevole dover intervenire ancora una volta per smentire voci che sono pura invenzione e che non hanno altro effetto se non alimentare confusione e distorsioni sul mercato».
UniCredit ha ribadito di aver «sempre chiaramente affermato che le operazioni di M&A rappresentano uno strumento strategico per il gruppo», sottolineando che il team interno dedicato ha il compito di «valutare tutte le opzioni, sia all’interno sia, potenzialmente, al di fuori del perimetro geografico del gruppo». La banca ha inoltre precisato che «questa attività comporta, in ogni momento, discussioni, analisi e valutazioni preliminari di potenziali target, elementi che in nessun modo implicano la concreta possibilità che un’operazione venga effettivamente completata». L’eventuale decisione di procedere con un’operazione di M&A, ha concluso UniCredit, «si basa esclusivamente sulla capacità del potenziale target non solo di integrarsi nella strategia di UniCredit, ma anche di soddisfare i nostri più volte dichiarati parametri di performance finanziaria».
Nonostante la smentita, il quotidiano italiano MF riferisce che Delfin sarebbe disponibile a cedere la propria partecipazione del 17,5% in Banca Monte dei Paschi di Siena. MPS, dal canto suo, non ha né confermato né smentito la notizia. Secondo i media, il presidente di Delfin Francesco Milleri non avrebbe obiezioni a monetizzare la quota, che ai prezzi correnti vale circa 5 miliardi di euro.
Un’uscita sarebbe quindi possibile, soprattutto se venisse riconosciuto un premio tra il 15% e il 20% rispetto ai valori di mercato, giustificato dal fatto che l’operazione garantirebbe all’acquirente una partecipazione di maggioranza relativa nella terza banca italiana. Al momento, tuttavia, non risultano «proposte formali» né trattative in corso. Secondo le indiscrezioni, inoltre, la maggior parte degli eredi Del Vecchio non sarebbe contraria all’idea di cedere l’investimento in Rocca Salimbeni, approfittando dei massimi recenti del titolo.
Intanto, a Piazza Affari, le azioni UniCredit hanno aperto la seduta in rialzo di circa l’1% a 72,14 euro, in un contesto positivo per il FTSE MIB (+0,20%).
Il giudizio degli analisti sul titolo resta in prevalenza favorevole. Il consenso indica un forte buy o outperform, con 14–15 raccomandazioni di acquisto contro solo 1–2 hold e nessun sell negli ultimi tre mesi. Il target price medio è intorno a 73,60 euro, con un potenziale rialzo di circa il 17,7% rispetto ai 62,55 euro, mentre le stime spaziano da un minimo di 64,31 euro a un massimo di 80,89 euro.
Tra le valutazioni più recenti spiccano quelle di Goldman Sachs, che il 2 ottobre 2025 ha ribadito il giudizio buy con target a 80,50 euro; Citi, che il 29 settembre ha confermato il buy con obiettivo a 73 euro; JP Morgan, anch’essa buy con target a 78 euro; e Morgan Stanley, che a inizio settembre ha mantenuto il giudizio hold alzando il target a 74 euro.
Infine, MarketScreener continua a indicare un consenso outperform, mentre Scope Ratings ha riaffermato nel dicembre 2025 il rating A con outlook Stabile, citando la solidità degli utili e della qualità del credito di UniCredit.

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