I futures sugli indici azionari statunitensi indicano un’apertura in ribasso mercoledì, suggerendo che le azioni potrebbero estendere le recenti perdite dopo aver chiuso la seduta di martedì, caratterizzata da elevata volatilità, leggermente in calo.
Le flessioni nel pre-market di Wells Fargo (NYSE:WFC) stanno pesando sul sentiment, con il titolo in calo di circa il 2,6%. Il movimento segue la pubblicazione di risultati del quarto trimestre superiori alle attese sugli utili, ma deludenti sul fronte dei ricavi.
Anche Bank of America (NYSE:BAC) era in ribasso prima dell’apertura, nonostante abbia riportato risultati trimestrali migliori delle stime degli analisti.
Al contrario, le azioni di Citigroup (NYSE:C) sono attese in rialzo nelle prime contrattazioni dopo aver comunicato utili del quarto trimestre superiori alle attese.
Sul fronte macroeconomico, i nuovi dati del Dipartimento del Commercio hanno mostrato che le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono aumentate più del previsto a novembre. Le vendite sono salite dello 0,6% nel mese, dopo una flessione rivista dello 0,1% a ottobre. Gli economisti si aspettavano un aumento dello 0,4%.
Al netto delle vendite di auto e componenti, le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,5% a novembre dopo un aumento dello 0,2% a ottobre, superando anche in questo caso le attese di un +0,4%.
Separatamente, il Dipartimento del Lavoro ha segnalato un moderato aumento dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti nel mese di novembre.
I titoli avevano faticato a trovare una direzione nella seduta di martedì, dopo aver recuperato dalle perdite iniziali di lunedì e aver chiuso leggermente in rialzo. Martedì, i principali indici hanno oscillato attorno alla parità prima di terminare in territorio negativo.
Il Dow Jones Industrial Average ha perso 398,21 punti, pari allo 0,8%, a 49.191,99. Il Nasdaq Composite è sceso di 24,03 punti, ovvero lo 0,1%, a 23.709,87, mentre l’S&P 500 ha ceduto 13,53 punti, lo 0,2%, a 6.963,74.
Il Dow ha arretrato rispetto al record di chiusura di lunedì, appesantito dal forte calo di JPMorgan Chase (NYSE:JPM), sceso del 4,2%. Il titolo è stato penalizzato dopo che la banca ha registrato un calo degli utili del quarto trimestre su base annua, pur superando le attese sugli utili rettificati.
L’andamento irregolare dei mercati riflette l’incertezza sulle prospettive a breve termine, alimentata dall’aumento delle tensioni geopolitiche globali e da una serie di proposte politiche del presidente Donald Trump.
Trump ha recentemente invocato un tetto di un anno ai tassi di interesse delle carte di credito al 10%. Ha inoltre suggerito di vietare alle aziende della difesa il pagamento di dividendi o il riacquisto di azioni, oltre a proporre restrizioni per impedire ai grandi investitori istituzionali di acquistare abitazioni unifamiliari.
Nel frattempo, i dati sull’inflazione diffusi dal Dipartimento del Lavoro hanno mostrato che i prezzi al consumo sono aumentati in linea con le attese a dicembre. L’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% nel mese.
L’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, è aumentata dello 0,2% a dicembre, al di sotto delle attese di un +0,3%. Su base annua, l’inflazione generale è rimasta stabile al 2,7%, mentre quella core è rimasta invariata al 2,6%, contro attese di un lieve aumento.
A livello settoriale, i titoli delle compagnie aeree hanno registrato forti ribassi, trascinando l’indice NYSE Arca Airline in calo del 2,0%. Debolezza anche per i titoli software, con il Dow Jones U.S. Software Index in calo dell’1,6%.
I titoli bancari sono stati nel complesso in ribasso, mentre il comparto energetico ha sovraperformato grazie all’impennata dei prezzi del petrolio. Anche i titoli dei settori networking e acciaio hanno mostrato segnali di forza.

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