UniCredit (BIT:UCG) è tornata al centro delle speculazioni di mercato, questa volta attorno al suo amministratore delegato, Andrea Orcel. Il quotidiano Il Giornale ha riacceso le indiscrezioni su una possibile uscita di Orcel da Piazza Gae Aulenti, richiamando le notizie riportate dal Financial Times secondo cui l’amministratore delegato di UBS, Sergio Ermotti, potrebbe lasciare l’incarico nel 2027.
Secondo il giornale, Orcel rientra tra i possibili candidati alla successione ai vertici di UBS, anche se non è l’unico nome in circolazione. Tra gli altri profili indicati figurano Aleksandar Ivanovic, ex responsabile del wealth management di UBS, oltre a Iqbal Khan e Robert Karofsky, attuali co-responsabili della divisione wealth management. Nella rosa compare anche Bea Martin, nominata chief operating officer lo scorso ottobre.
Il Giornale sottolinea come Orcel sia da tempo considerato un candidato naturale per la guida di UBS. Entrato nel gruppo svizzero nel 2012 come membro del Group Executive Board e chairman dell’investment bank, nel 2014 è diventato amministratore delegato di UBS Limited e della succursale londinese di UBS AG. Nel 2016 ha inoltre assunto incarichi nel consiglio di amministrazione di UBS Americas Holding e come senior officer per l’Australia.
La sua carriera ha poi preso una direzione diversa con il passaggio a Banco Santander, un’esperienza conclusasi in modo controverso, con una causa legale e un risarcimento superiore a 40 milioni di euro riconosciuto al banchiere italiano.
Nel frattempo, gli analisti di Equita hanno alzato oggi il target price su UniCredit portandolo a 83 euro da 71,5 euro, confermando la raccomandazione di acquisto. In mattinata il titolo scambiava intorno a 71,91 euro, in rialzo dello 0,6%.
La revisione riflette una visione più costruttiva sul settore bancario italiano, sostenuta da stime di utili più elevate per il 2026–2027 e dalla recente solida performance operativa di UniCredit, caratterizzata da crescita dei ricavi netti e disciplina sui costi. Gli esperti evidenziano inoltre il potenziale per una generosa distribuzione di dividendi grazie all’eccesso di capitale, pur segnalando i rischi legati alle speculazioni su operazioni di M&A, in particolare su Monte dei Paschi di Siena.
Il consenso di mercato si colloca attualmente intorno ai 73 euro per azione, con la maggior parte dei 16 analisti che coprono il titolo orientati su giudizi di acquisto. Anche altri broker, come JP Morgan, che assegna un target di 83 euro con rating overweight, e Morgan Stanley, condividono una visione positiva. Secondo Marketscreener, i target medi si concentrano nell’area 70–73 euro, con una netta prevalenza di raccomandazioni buy.

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