Le speculazioni sul consolidamento bancario italiano tornano in primo piano, con nuove voci di mercato che indicano un rinnovato interesse di UniCredit (BIT:UCG) per Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS), dopo quanto già emerso all’inizio di gennaio.
Secondo Reuters, l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, avrebbe avuto colloqui con Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio che detiene il 17% di MPS, per discutere una possibile acquisizione della partecipazione nella banca senese.
Un’operazione di questo tipo riporterebbe UniCredit al centro del processo di consolidamento del settore bancario italiano, dopo precedenti tentativi di acquisizione non andati a buon fine. Le fonti indicano inoltre che la banca di Piazza Gae Aulenti starebbe valutando anche la quota del 10,5% detenuta da Delfin in Generali (BIT:G) e che non sarebbe esclusa una possibile partecipazione diretta nella holding Delfin.
Al momento, tuttavia, l’esito dei colloqui resta incerto, nonostante i contatti frequenti tra Orcel e il presidente di Delfin, Francesco Milleri. Quest’ultimo è legato a UniCredit anche attraverso il suo ruolo nella Fondazione Leonardo Del Vecchio e la partecipazione della holding nel capitale della banca.
Sempre secondo l’agenzia, UniCredit sarebbe attiva nelle trattative anche alla luce dell’eccesso di capitale di cui dispone, nonostante i recenti investimenti in Commerzbank (26%) e Alpha Bank (29,8%). Qualsiasi operazione dovrà però confrontarsi con la posizione del Governo italiano.
Gli analisti di Equita stimano che, in caso di acquisizione interamente in contanti, per UniCredit vi sarebbe “un impatto negativo sul CET1 di circa -160 punti base, con un CET1 pro-forma che si collocherebbe nell’area del 13%”.
Dal punto di vista strategico, secondo Equita, per UniCredit “l’operazione potrebbe, in teoria, rappresentare un primo passo verso una futura acquisizione integrale di MPS (eventualmente finanziata in parte attraverso la cessione di altre partecipazioni) e, allo stesso tempo, potrebbe essere utilizzata come leva per esplorare potenziali sinergie e aree di collaborazione con Generali, sia nel settore assicurativo sia nell’asset management”. Gli analisti aggiungono che “la notizia potrebbe sostenere l’appeal speculativo di MPS e Generali”.
“È chiaro che l’operazione avrebbe un peso politico significativo e resterebbe da valutare la posizione del Governo, ancora azionista di MPS con una quota del 4,9%”, concludono gli analisti della SIM.
Nel frattempo, a Piazza Affari, le azioni UniCredit hanno aperto la seduta in lieve rialzo (+0,30%) a 71,89 euro, dopo un guadagno di circa il 71% negli ultimi 12 mesi.
Il consenso degli analisti sul titolo resta prevalentemente positivo. Secondo i dati pubblicati sul sito della banca, 16 broker indicano un target price medio di 73,39 euro, con il 79% delle raccomandazioni a buy e il 21% a hold. Le stime sull’utile per azione (EPS) sono pari a 7,02 euro per il 2025E, 7,30 euro per il 2026 e 8,18 euro per il 2027, con una crescita annua rispettivamente del 4% e del 12%.
Secondo Marketscreener, il consenso medio è outperform per 15 analisti, con un target price medio di 66,64 euro, in un range compreso tra 57 e 75 euro. Alpha Spread riporta un target medio di 72,35 euro (tra 58,58 e 88,52 euro), mentre TipRanks assegna un giudizio di strong buy con un target medio di 73,60 euro.

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