L’oro arretra dai massimi settimanali mentre il dollaro si rafforza e cresce l’attesa per i dati sul lavoro USA

I prezzi dell’oro hanno continuato a scendere durante la sessione asiatica di giovedì, prolungando la correzione dai massimi di inizio settimana, mentre il rafforzamento del dollaro USA ha ridotto l’appeal del metallo prezioso in vista dei dati chiave sul mercato del lavoro statunitense.

L’oro spot è sceso dello 0,5% a 4.436,62 dollari l’oncia alle 06:40 GMT, mentre i future sull’oro USA hanno perso lo 0,4% a 4.442,86 dollari l’oncia, con gli investitori che hanno incassato i profitti dopo il recente rally. La forza del dollaro, che rende l’oro più costoso per gli acquirenti in altre valute, ha continuato a rappresentare un freno. L’indice del dollaro USA è rimasto stabile dopo due sedute consecutive di rialzi.

Gli operatori sono rimasti cauti in attesa del rapporto sui nonfarm payrolls USA in uscita venerdì, un dato cruciale che potrebbe influenzare le aspettative sulla politica dei tassi della Federal Reserve. Un mercato del lavoro più debole potrebbe rafforzare le scommesse su tagli dei tassi, sostenendo l’oro come copertura contro rendimenti più bassi.

Le tensioni USA–Venezuela limitano le perdite

Gli sviluppi geopolitici hanno contribuito a contenere il calo dell’oro, con le persistenti tensioni tra Stati Uniti e Venezuela che continuano ad alimentare una certa domanda di beni rifugio.

Mercoledì, le forze statunitensi hanno sequestrato due petroliere collegate alle esportazioni di greggio venezuelano, inclusa una che navigava sotto bandiera russa, segnando un’ulteriore escalation nell’applicazione delle sanzioni di Washington contro il petrolio venezuelano. Funzionari statunitensi hanno affermato che le operazioni miravano a interrompere flussi di petrolio sanzionati che contribuiscono a finanziare il governo venezuelano eludendo le restrizioni USA.

Il sequestro di una petroliera battente bandiera russa ha provocato una dura reazione da parte di Mosca, che secondo quanto riportato ha definito l’azione una “pirateria palese” e ha chiesto il ritorno dei cittadini russi presenti tra i membri dell’equipaggio.

Per il mercato dell’oro, l’inasprimento delle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela ha fornito un certo sostegno alla domanda di beni rifugio, mentre gli operatori restano in attesa di segnali più chiari dai dati sull’occupazione di venerdì.

Debolezza diffusa sui metalli

Anche gli altri metalli preziosi e industriali hanno mostrato debolezza nella seduta di giovedì.

L’argento è sceso del 2,3% a 76,32 dollari l’oncia, mentre il platino ha registrato un calo del 4,3% a 2.207,60 dollari l’oncia.

Sul fronte dei metalli industriali, i future di riferimento sul rame al London Metal Exchange sono scesi dello 0,3% a 12.854,20 dollari la tonnellata, mentre i future sul rame USA sono rimasti sostanzialmente invariati a 5,85 dollari la libbra.

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