Le borse europee hanno chiuso in prevalenza in calo giovedì, con il sentiment degli investitori penalizzato dall’aumento delle tensioni geopolitiche dopo che gli Stati Uniti hanno ventilato possibili azioni sulla Groenlandia, a seguito dei recenti sviluppi in Venezuela.
Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco saliva dello 0,2%, mentre il CAC 40 francese perdeva lo 0,1% e il FTSE 100 britannico scendeva dello 0,3%.
La Groenlandia al centro delle preoccupazioni
L’attenzione dei mercati europei si è concentrata sulla Groenlandia dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ipotizzato il ricorso alla forza militare per ottenere il controllo del territorio semi-autonomo appartenente alla Danimarca.
Le tensioni sono aumentate dopo l’intervento militare statunitense in Venezuela nel fine settimana, che ha portato alla cattura e al trasferimento negli Stati Uniti del presidente Nicolas Maduro, alimentando il timore che la Groenlandia possa essere il prossimo obiettivo.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato mercoledì che incontrerà i funzionari danesi la prossima settimana. Rivolgendosi ai giornalisti, Rubio ha affermato:
“Se il presidente individua una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ogni presidente mantiene la possibilità di affrontarla anche attraverso mezzi militari. Come diplomatico, che è ciò che sono ora e ciò su cui lavoriamo, preferiamo sempre risolvere le questioni in modi diversi”.
Sia gli Stati Uniti sia la Danimarca fanno parte della NATO e un’eventuale azione militare statunitense sulla Groenlandia avrebbe probabilmente conseguenze di vasta portata per l’alleanza.
Dati macroeconomici contrastanti
Sul fronte macro, gli ordinativi all’industria tedesca sono aumentati del 5,6% su base mensile a novembre, segnalando una chiusura d’anno solida per la principale economia dell’Eurozona. In controtendenza, i prezzi delle abitazioni nel Regno Unito sono scesi dello 0,6% a dicembre su base mensile, secondo i dati Halifax.
L’attenzione degli investitori si sposta ora sul rapporto statunitense sui nonfarm payrolls in uscita venerdì, il dato macro più rilevante della settimana. I responsabili della Federal Reserve hanno più volte sottolineato come il mercato del lavoro sia centrale nelle decisioni sui tassi, con i mercati che attualmente scontano due tagli dei tassi nel corso dell’anno.
Notizie societarie: Sodexo e Greggs
Sul fronte corporate, Sodexo (EU:SW) ha registrato una crescita organica dei ricavi dell’1,8% nel primo trimestre, leggermente superiore alle attese del mercato. Tuttavia, l’effetto negativo dei cambi ha portato a un calo del fatturato riportato del 2,2%.
Nel frattempo, Greggs plc (LSE:GRG) ha chiuso l’anno in modo solido, con vendite totali del quarto trimestre in crescita del 7,4% e vendite like-for-like dei negozi gestiti direttamente in aumento del 2,9%.
Il petrolio rimbalza dopo i dati sulle scorte
I prezzi del petrolio sono saliti giovedì dopo due sedute consecutive di ribassi, sostenuti da un calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti superiore alle attese, anche se l’attenzione resta focalizzata sugli sviluppi in Venezuela.
I futures sul Brent sono saliti dello 0,3% a 60,11 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate statunitense ha guadagnato lo 0,2% a 56,11 dollari al barile.
Secondo i dati diffusi mercoledì dall’Energy Information Administration, le scorte di greggio USA sono diminuite di 3,8 milioni di barili, attestandosi a 419,1 milioni di barili nella settimana conclusa il 2 gennaio, a fronte di attese per un lieve aumento.
Il Wall Street Journal ha riferito giovedì che l’amministrazione Trump starebbe valutando misure per esercitare un certo controllo sulla compagnia petrolifera statale venezuelana Petróleos de Venezuela SA (PdVSA), con l’obiettivo di influenzare il settore petrolifero del Paese nel lungo periodo.

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