Le Borse europee si sono mosse intorno alla parità nella giornata di mercoledì, dopo una serie di chiusure record, con gli investitori che hanno rallentato il passo per valutare le recenti evoluzioni geopolitiche e prepararsi a un fitto calendario di dati macroeconomici statunitensi.
Alle 09:05 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 risultava sostanzialmente invariato. Il DAX di Francoforte guadagnava circa lo 0,4%, mentre il CAC 40 di Parigi cedeva lo 0,3% e il FTSE 100 di Londra perdeva lo 0,6%.
A livello di singoli titoli, Nestlé ha esteso le perdite della seduta precedente dopo aver annunciato il richiamo di alcuni prodotti per la nutrizione infantile a causa di un possibile rischio di contaminazione.
Secondo gli analisti, i mercati finanziari sembrano guardare oltre lo shock provocato dal raid militare statunitense del fine settimana che ha portato alla cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro. L’attenzione degli investitori starebbe progressivamente spostandosi dagli eventi geopolitici ai segnali macroeconomici in arrivo dagli Stati Uniti.
Il focus si concentra ora su una serie di indicatori chiave del mercato del lavoro statunitense. Gli economisti prevedono che i dati del processore di buste paga ADP mostrino un aumento di circa 49.000 posti di lavoro nel settore privato a dicembre, in recupero rispetto al calo di 32.000 registrato a novembre. Un altro indicatore dovrebbe inoltre segnalare una lieve flessione delle offerte di lavoro — una misura della domanda di manodopera — a circa 7,61 milioni nel mese di novembre.
Lo stato di salute del mercato del lavoro è stato un elemento centrale nelle recenti decisioni sui tassi di interesse della Federal Reserve, che nel 2025 ha ridotto più volte il costo del denaro, privilegiando il sostegno a un quadro occupazionale in indebolimento rispetto alle persistenti pressioni inflazionistiche.
Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione di nuovi dati sull’attività del settore dei servizi negli Stati Uniti. I servizi rappresentano oltre due terzi dell’economia americana, rendendo l’indagine dell’Institute for Supply Management un indicatore chiave per valutare lo stato della prima economia mondiale verso la fine del quarto trimestre.
Prezzi del petrolio in calo
Le quotazioni del petrolio sono scese, con il Brent in flessione dello 0,9% a 60,18 dollari al barile e il WTI statunitense in calo dell’1,2% a 56,46 dollari al barile.
Il ribasso è seguito alle dichiarazioni di Donald Trump, che martedì ha affermato che Washington e Caracas hanno raggiunto un accordo che consentirà al Venezuela di esportare fino a 2 miliardi di dollari di greggio domestico verso gli Stati Uniti.
Trump aveva in precedenza chiesto al Venezuela e alla presidente ad interim Delcy Rodríguez di concedere agli Stati Uniti e alle compagnie petrolifere americane pieno “accesso” al vasto e redditizio settore petrolifero del Paese, avvertendo che un mancato accordo avrebbe potuto portare a ulteriori interventi militari statunitensi. In un post sui social media, Trump ha scritto che il Venezuela trasferirà a Washington tra 30 e 50 milioni di barili di “petrolio sanzionato”, dopo che milioni di barili sono rimasti bloccati a seguito dell’imposizione di un blocco nel mese di dicembre.

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