Bitcoin (COIN:BTCUSD) è salito nella giornata di lunedì, sostenuto da un rialzo più ampio dei titoli tecnologici, anche se i guadagni sono rimasti contenuti mentre gli investitori valutavano le conseguenze della recente operazione militare statunitense in Venezuela.
Questa settimana l’attenzione è rivolta anche a una serie di dati macroeconomici chiave, in particolare al report sui nuovi occupati non agricoli negli Stati Uniti per il mese di dicembre. Alle 01:33 ET, Bitcoin segnava un rialzo dell’1,1% a 92.264,5 dollari.
La principale criptovaluta mondiale ha beneficiato della forza del comparto tecnologico, con cui tende a muoversi in tandem, grazie all’ottimismo legato alle prospettive dell’intelligenza artificiale. Anche le altre criptovalute hanno registrato lievi rialzi. Bitcoin resta però in fase di recupero dopo il calo del 6,4% registrato nel 2025, quando l’interesse degli investitori si è raffreddato nella seconda metà dell’anno a fronte di crescenti dubbi sulle prospettive di lungo periodo del settore.
Venezuela sotto i riflettori dopo la cattura di Maduro da parte degli USA
I rialzi di Bitcoin e del mercato crypto più ampio sono stati limitati dalla cautela legata alle ricadute dell’attacco statunitense in Venezuela, che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro. Maduro è stato visto in stato di detenzione a New York e dovrebbe ora affrontare un’azione legale davanti a un tribunale statunitense.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che Washington “governerà” il Venezuela fino all’elezione di un nuovo leader, aggiungendo che verrà aperto anche il settore petrolifero del Paese.
Le reazioni internazionali sono state contrastanti. Diversi Paesi dell’America Latina hanno condannato l’operazione, così come Russia e Cina. Aumentando ulteriormente l’incertezza geopolitica, Trump ha anche avvertito della possibilità di azioni simili contro Colombia e Cuba e ha evocato un possibile intervento contro l’Iran.
L’operazione in Venezuela ha rafforzato la domanda di asset rifugio tradizionali, con oro e dollaro statunitense entrambi oggetto di forti acquisti.
Bitcoin cerca di recuperare le perdite del 2025
Il rimbalzo di Bitcoin all’inizio del 2026 è in parte attribuibile ad acquisti di opportunità, dopo il calo del 6,4% registrato nel 2025.
Sebbene la criptovaluta abbia toccato diversi massimi storici lo scorso anno, sostenuta dalle aspettative di un contesto regolatorio più favorevole sotto l’amministrazione Trump, lo slancio si è attenuato nell’ultimo trimestre. Il peggioramento del sentiment è stato alimentato anche dai crescenti dubbi sulla sostenibilità di lungo termine delle società di tesoreria focalizzate su Bitcoin, come Strategy, soprattutto dopo l’esclusione da un importante indice azionario statunitense.
Un flash crash dei prezzi delle criptovalute in ottobre ha inoltre scosso la fiducia degli investitori retail, mentre gli acquisti istituzionali tramite fondi crypto hanno mostrato segnali di rallentamento nell’ultimo trimestre.
Prezzi delle criptovalute oggi: altcoin cautamente in rialzo
Nel complesso, il mercato delle criptovalute ha registrato guadagni contenuti, in linea con Bitcoin.
Ether, la seconda criptovaluta per capitalizzazione, è rimasta invariata a 3.144,41 dollari, mentre XRP è salita del 2,1%. BNB ha guadagnato l’1%, mentre Solana e Cardano sono salite di meno dell’1% ciascuna.
Tra i memecoin, Dogecoin ha perso lo 0,4%, mentre $TRUMP è avanzato dello 0,6%.

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