I futures legati ai principali indici azionari statunitensi si muovono perlopiù al rialzo in vista dell’inizio della prima settimana completa di contrattazioni del nuovo anno. I prezzi del greggio scendono dopo la cattura, da parte degli Stati Uniti, del leader del Venezuela, importante produttore di petrolio, mentre le azioni dei grandi gruppi energetici americani come Chevron (NYSE:CVX) ed ExxonMobil (NYSE:XOM) avanzano nel trading after-hours. Anche il dollaro USA si rafforza, mentre gli analisti valutano le possibili ripercussioni internazionali dell’incursione statunitense. Sullo sfondo, le vendite di auto negli Stati Uniti risultano in aumento nel 2025, nonostante le pressioni derivanti da dazi, problemi nelle catene di approvvigionamento e dalla fine di alcuni crediti d’imposta.
I futures azionari USA indicavano un andamento complessivamente positivo lunedì, mentre gli investitori osservavano gli sviluppi geopolitici in Venezuela e si preparavano a una settimana ricca di dati macroeconomici.
Alle 02:46 ET, i futures sul Dow erano sostanzialmente invariati, quelli sull’S&P 500 in rialzo di 6 punti (+0,1%) e i futures sul Nasdaq 100 in aumento di 75 punti (+0,3%).
Venerdì sia l’S&P 500 sia il Dow Jones Industrial Average hanno chiuso con lievi rialzi, nella prima seduta del 2026, sostenuti dai guadagni dei colossi dei semiconduttori Nvidia e Intel. Entrambi gli indici hanno così interrotto una serie di quattro sedute consecutive in calo.
Gli operatori guardano ora alla possibilità che Wall Street possa registrare un altro anno di crescita, dopo che nel 2025 tutti e tre i principali indici hanno segnato aumenti a doppia cifra. Sarebbe il terzo anno consecutivo di rialzi per S&P 500, Dow e Nasdaq Composite, replicando la sequenza già vista tra il 2019 e il 2021.
I prezzi del petrolio sono scesi lunedì dopo l’audace operazione statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro, alimentando le aspettative di un possibile aumento dell’offerta dal Paese sudamericano.
Alle 03:08 ET, i futures sul Brent con scadenza marzo perdevano lo 0,8% a 60,27 dollari al barile, mentre il WTI arretrava dello 0,9% a 56,82 dollari.
Le forze statunitensi hanno catturato Maduro nel corso di un’operazione nel fine settimana, e il leader venezuelano dovrebbe ora affrontare accuse di traffico di droga a New York. Il presidente Donald Trump ha affermato che Washington guiderà il Venezuela fino all’elezione di un nuovo leader e che, nell’ambito dell’operazione, le principali compagnie petrolifere statunitensi potranno entrare nel Paese.
I titoli dei gruppi energetici Chevron, ExxonMobil e ConocoPhillips (NYSE:COP) sono balzati nel trading esteso.
Il Venezuela possiede le maggiori riserve petrolifere provate al mondo, ma la produzione è stata penalizzata da infrastrutture obsolete e dalle rigide sanzioni USA.
In una nota, Warren Patterson, responsabile della strategia sulle materie prime di ING, ha affermato che le dichiarazioni della vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez, favorevoli a una collaborazione con gli Stati Uniti, lasciano intravedere una “transizione ordinata” nonostante le recenti turbolenze.
Ciò aumenterebbe la probabilità di una revoca del blocco statunitense sulle petroliere sanzionate in entrata e in uscita dal Venezuela, esercitando potenzialmente una pressione ribassista di breve periodo sui prezzi del petrolio.
Al contrario, una “transizione più caotica” potrebbe mettere a rischio circa 900.000 barili al giorno di offerta venezuelana. Questo introdurrebbe un certo rischio rialzista, seppur limitato in un mercato che resta “ben rifornito”.
Nel frattempo, il dollaro USA si è rafforzato insieme all’oro e al franco svizzero, con gli analisti di ING che parlano di una “moderata fuga verso la qualità” dopo gli eventi del fine settimana in Venezuela.
Si intensifica il dibattito sulle implicazioni di un possibile cambio di regime sostenuto dagli Stati Uniti, uno scenario che ha rafforzato l’attrattiva della “liquidità del dollaro”.
Trump ha inoltre ventilato la possibilità di un secondo attacco militare contro il Venezuela in caso di mancata cooperazione dell’amministrazione ad interim. A bordo dell’Air Force One ha anche menzionato possibili azioni contro la Colombia per il suo ruolo nel traffico di droga e ha affermato che Cuba sarebbe “pronta a cadere”. Ha infine ribadito che il controllo della Groenlandia è, a suo avviso, essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Bitcoin (COIN:BTCUSD) è salito, seguendo il rialzo dei titoli tecnologici, anche se i guadagni sono rimasti contenuti dalla cautela successiva all’operazione USA in Venezuela.
L’attenzione degli investitori è rivolta anche ai principali dati macro della settimana, in particolare ai dati sull’occupazione non agricola negli Stati Uniti per dicembre.
La criptovaluta guadagnava l’1,1% a 92.264,5 dollari alle 01:33 ET, beneficiando del rally del settore tecnologico e dell’ottimismo legato all’intelligenza artificiale. Anche il resto del mercato crypto ha mostrato un andamento positivo.
Le vendite di auto nuove negli Stati Uniti sono aumentate di circa il 2% nel 2025, nonostante un contesto segnato dalla fine degli incentivi fiscali per i veicoli elettrici, cambiamenti nelle politiche tariffarie e difficoltà nelle catene di fornitura.
Secondo le stime degli analisti citate da Reuters, lo scorso anno sono stati venduti circa 16 milioni di veicoli, trainati soprattutto da pickup, SUV e modelli ibridi con motore a combustione.
Sebbene alcuni produttori abbiano aumentato i prezzi delle auto costruite fuori dagli Stati Uniti, i dazi non hanno avuto un impatto significativo sui prezzi complessivi. I prezzi medi di transazione al dettaglio delle auto nuove a dicembre sono stimati in aumento dell’1,5% su base annua a 47.104 dollari.
Gli analisti avvertono però che l’incertezza economica persistente e ulteriori costi legati ai dazi USA potrebbero frenare la domanda nel 2026.

Leave a Reply