Le borse europee aprono in rialzo mentre i mercati monitorano la fragile tregua USA-Iran: DAX, CAC, FTSE100

I mercati azionari europei hanno aperto in leggero rialzo venerdì, seguendo i guadagni di Wall Street dopo che Benjamin Netanyahu ha indicato la disponibilità ad avviare colloqui con il Libano.

Alle 07:13 GMT, l’indice Stoxx Europe 600 segnava +0,2%, mentre il DAX tedesco avanzava dello 0,4%. Il FTSE 100 guadagnava lo 0,1% e il CAC 40 francese restava sostanzialmente invariato.

Le dichiarazioni hanno sostenuto il sentiment in vista di una possibile estensione della tregua tra Stati Uniti e Iran, in anticipo su eventuali colloqui tra Washington e Teheran nel fine settimana. Tuttavia, la situazione resta incerta. Il ministro degli Esteri iraniano ha avvertito che il Paese non parteciperà ai negoziati in Pakistan se continueranno gli attacchi israeliani contro obiettivi legati a Hezbollah in Libano.

Israele ha confermato ulteriori operazioni militari venerdì, mentre Netanyahu ha dichiarato che non esiste “alcun cessate il fuoco” in Libano, evidenziando la fragilità dell’accordo.

Nel frattempo, il traffico di petroliere attraverso lo Strait of Hormuz rimane fortemente compromesso. Secondo le stime, i flussi sono ancora inferiori al 10% dei livelli normali, nonostante la tregua. L’Iran avrebbe inoltre imposto alle navi di restare nelle proprie acque territoriali durante il transito, su una rotta cruciale per l’approvvigionamento globale di petrolio.

Queste interruzioni sono particolarmente rilevanti per le economie asiatiche, fortemente dipendenti dalle importazioni di greggio attraverso la regione, mentre l’Europa fa affidamento sul gas naturale proveniente dai Paesi del Golfo Persico, alcuni dei quali colpiti da recenti attacchi iraniani.

In Arabia Saudita, gli attacchi alle infrastrutture energetiche hanno ridotto la capacità produttiva di circa 600.000 barili al giorno e il flusso lungo l’oleodotto East-West di circa 700.000 barili giornalieri, contribuendo a irrigidire l’offerta.

Questi fattori hanno sostenuto i prezzi del petrolio. Il Brent è salito dell’1,4% a 97,24 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha registrato un aumento analogo a 99,25 dollari. Nonostante la tregua temporanea abbia portato il greggio verso il calo settimanale più marcato da giugno 2025, i prezzi restano elevati rispetto ai livelli precedenti all’escalation di fine febbraio.

L’aumento dei costi energetici ha alimentato i timori di inflazione, con il rischio di politiche monetarie più restrittive da parte delle banche centrali, tra cui la European Central Bank. I mercati obbligazionari restano volatili mentre gli investitori cercano di valutare l’impatto delle tensioni geopolitiche sui tassi di interesse, influenzando anche l’andamento delle azioni.

Ulteriori indicazioni potrebbero arrivare con la pubblicazione dei dati sull’inflazione statunitense di marzo, attesa nel corso della giornata. Gli economisti prevedono un forte aumento dell’indice generale, principalmente a causa dell’impennata dei prezzi del carburante.

“I mercati al momento non hanno una direzione chiara. Si avverte una forte percezione che la tregua sia fragile, con i continui attacchi israeliani in Libano che rappresentano un elemento di frizione chiave nei negoziati tra Stati Uniti e Iran,” hanno dichiarato gli analisti di ING.

Sul fronte societario, Sodexo (EU:SW) ha rivisto al ribasso le previsioni annuali, mentre AO World (LSE:AO.) ha indicato che i profitti annuali si collocheranno nella parte alta delle stime.

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