Jefferies promuove Fincantieri a “buy” e vede un potenziale rialzo del 41% grazie al backlog della difesa

Jefferies ha alzato il rating sul costruttore navale italiano Fincantieri SpA (BIT:FCT) da “hold” a “buy”, fissando un prezzo obiettivo di €19 per azione. Il broker ritiene che il record di ordini nel settore della difesa e un ciclo di generazione di cassa in accelerazione rendano il titolo significativamente sottovalutato.

Le azioni Fincantieri, controllata in maggioranza dalla Cassa Depositi e Prestiti, scambiavano intorno a €13,50, il che implica un potenziale rialzo di circa il 41% rispetto al nuovo target.

L’upgrade arriva poche settimane dopo che il gruppo con sede a Venezia ha completato un aumento di capitale da €500 milioni. Secondo Jefferies, l’operazione rafforza il bilancio della società in vista del piano industriale 2026-2030 e amplia le opzioni strategiche per eventuali acquisizioni nel segmento in rapida crescita della difesa subacquea.

“Le azioni FCT non sono pienamente apprezzate dal mercato,” hanno affermato gli analisti, aggiungendo che il potenziale di rialzo nel lungo periodo sarà sostenuto dalla riduzione della leva finanziaria, dal miglioramento della redditività e dall’esecuzione del portafoglio ordini.

Fincantieri ha chiuso il 2025 con un backlog record di €63,2 miliardi, con visibilità sugli ordini fino al 2037. La società ha inoltre registrato un utile netto di €117 milioni e nuovi ordini per €20,3 miliardi, entrambi ai massimi storici.

Jefferies prevede un EBITDA di €700,9 milioni nel 2026, in crescita fino a circa €1,25 miliardi entro il 2030. I margini dovrebbero espandersi dall’attuale 7,5% circa verso un obiettivo del 10%, trainati soprattutto dalle divisioni difesa e underwater, che secondo il broker potrebbero rappresentare un terzo dei ricavi del gruppo entro la fine del decennio.

I ricavi del comparto difesa sono attesi crescere a un tasso composto annuo del 18% tra il 2026 e il 2030, circa il doppio rispetto all’obiettivo di crescita complessiva del gruppo, fissato all’8%, mentre la spesa navale europea accelera grazie allo strumento SAFE dell’UE e a programmi di approvvigionamento bilaterali.

All’inizio del nuovo periodo di piano, il rapporto debito netto/EBITDA era pari a circa 2,6 volte. Jefferies stima che questo rapporto possa scendere a circa 1 volta entro il 2030, sostenuto da €2,4 miliardi di flussi di cassa operativi cumulati nel quinquennio, sufficienti a coprire integralmente i €1,9 miliardi di investimenti previsti.

Il broker ritiene inoltre che i dividendi potrebbero riprendere dal 2028, subordinatamente ai risultati del 2027.

In uno scenario ribassista, applicando margini EBITDA più bassi in linea con la media del periodo 2020-2025, Jefferies stima un valore equo di €9,50 per azione, pari a uno sconto del 30% rispetto ai livelli attuali. Nello scenario più ottimistico, che elimina lo sconto rispetto ai peer applicato nello scenario base, il prezzo potrebbe arrivare a €25 per azione.

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