Il settore dei servizi italiano è tornato in contrazione a marzo, interrompendo un periodo di espansione durato 15 mesi, mentre la domanda si è indebolita sia sul mercato interno sia su quello estero, secondo i dati diffusi martedì da S&P Global.
L’indice S&P Global Italy Services PMI Business Activity è sceso a 48,8 a marzo da 52,3 di febbraio, scendendo sotto la soglia di 50,0 che separa crescita e contrazione. Si tratta solo del secondo calo dell’attività nei servizi dalla fine del 2023.
Le imprese del settore hanno indicato tra le principali cause del rallentamento un minor numero di eventi dopo le Olimpiadi Invernali, condizioni di domanda più deboli e un aumento dell’incertezza internazionale. I nuovi ordini sono diminuiti per la prima volta in oltre un anno: secondo le aziende, il calo delle vendite è legato alla fine delle attività connesse alle Olimpiadi, all’incertezza geopolitica legata al conflitto in Medio Oriente e a una concorrenza più intensa.
Anche le vendite verso i mercati esteri si sono indebolite, con le esportazioni in calo per la quarta volta negli ultimi cinque mesi, sebbene a un ritmo moderato nel mese di marzo.
I livelli occupazionali sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto a febbraio, poiché le imprese dei servizi hanno rallentato le attività di assunzione. Alcune aziende hanno inoltre segnalato un accumulo di lavoro arretrato, attribuito a ritardi nei processi burocratici.
Nel frattempo, le pressioni sui costi si sono intensificate. L’inflazione dei prezzi degli input ha raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni, trainata dall’aumento dei salari e dai rincari di materie prime, energia e carburanti, fattori che le imprese collegano in gran parte alle tensioni in Medio Oriente. Per compensare in parte questi costi crescenti, le aziende hanno aumentato i propri prezzi, con l’inflazione delle tariffe ai livelli più elevati degli ultimi due anni.
La fiducia delle imprese è inoltre peggiorata, scendendo ai minimi degli ultimi sette mesi e tra i livelli più deboli registrati negli ultimi cinque anni. Molte aziende hanno indicato il difficile contesto economico e l’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente come fattori che pesano sulle prospettive.
L’indice composito S&P Global Italy PMI Output, che combina i dati di manifattura e servizi, è sceso a 49,2 a marzo da 52,1 di febbraio, segnando la prima contrazione dell’attività economica italiana dall’inizio del 2025.

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