I prezzi del gas naturale in Europa sono scesi martedì dopo che un rapporto ha indicato che gli Stati Uniti potrebbero ridurre il loro coinvolgimento militare in Iran.
Il contratto TTF olandese con consegna nel mese successivo, riferimento per il gas europeo, è sceso del 2,3% a 53,73 euro per megawattora.
Secondo il Wall Street Journal, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe detto ai suoi consiglieri che sta valutando di porre fine alla guerra in Iran anche se lo Stretto di Hormuz non sarà completamente riaperto. Funzionari dell’amministrazione citati dal giornale hanno affermato che Trump e il suo team ritengono che un’operazione militare completa per riaprire lo stretto potrebbe prolungare il conflitto oltre il limite di quattro-sei settimane previsto dal presidente.
Il rapporto afferma che Trump avrebbe quindi deciso di ridurre le ostilità dopo aver raggiunto alcuni obiettivi principali, tra cui indebolire la marina iraniana e ridurre le scorte di missili del Paese.
Dopo il ridimensionamento militare, Washington dovrebbe esercitare pressioni diplomatiche su Teheran affinché riapra lo stretto. In caso contrario, gli Stati Uniti potrebbero chiedere agli alleati europei e del Golfo di assumere un ruolo guida nella riapertura della rotta marittima.
Lo Stretto di Hormuz è diventato uno dei punti centrali del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Teheran ha di fatto limitato il passaggio attraverso lo stretto utilizzando mine navali e attacchi missilistici. Circa il 20% del petrolio mondiale transita normalmente attraverso questo stretto passaggio lungo la costa meridionale dell’Iran.
La scorsa settimana Trump avrebbe fissato una scadenza al 6 aprile per consentire all’Iran di riaprire lo stretto, minacciando in caso contrario attacchi contro infrastrutture energetiche e idriche chiave. L’Iran ha però respinto in gran parte queste richieste e nelle ultime settimane ha attaccato diverse petroliere che cercavano di attraversare Hormuz.
La chiusura dello stretto ha provocato un forte aumento dei prezzi globali dell’energia nell’ultimo mese, alimentando timori di un’accelerazione dell’inflazione e aumentando la pressione su numerosi settori industriali.
L’Europa è particolarmente esposta alla situazione dopo aver aumentato le importazioni di gas naturale liquefatto dal Golfo Persico in seguito all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. Nell’ultimo mese, i futures sul gas TTF olandese sono saliti di oltre il 68%.
I dati pubblicati martedì da Eurostat hanno mostrato che l’inflazione nell’Eurozona è salita al 2,5% a marzo, leggermente al di sotto delle previsioni degli economisti ma comunque superiore all’obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea nel medio termine. L’aumento è stato in gran parte causato dallo shock energetico.
A febbraio, prima dell’intensificarsi dell’attuale offensiva congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, i prezzi al consumo nell’area dell’euro erano aumentati dell’1,9%.

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