Borsa di Milano poco mossa in apertura tra tensioni in Medio Oriente; bene New Princes, Leonardo in calo

La Borsa di Milano ha aperto senza una direzione chiara, con gli investitori che mantengono un atteggiamento prudente mentre gli sviluppi geopolitici legati al conflitto in Iran continuano a pesare sul sentiment e a ridurre l’appetito per il rischio.

Anche i mercati asiatici hanno riflesso questo clima di incertezza. La Borsa di Tokyo ha chiuso in forte ribasso, registrando la peggior performance mensile dalla crisi finanziaria globale del 2008, mentre l’escalation del conflitto in Medio Oriente continua a influenzare i mercati globali.

Sul fronte macroeconomico, l’attenzione degli investitori è rivolta alla stima preliminare dell’indice dei prezzi al consumo dell’area euro. L’inflazione è prevista in aumento al 2,7% su base annua a marzo, rispetto all’1,9% di febbraio, anche se la stima non incorpora ancora gli effetti della crisi in Medio Oriente.

I prezzi del petrolio restano volatili mentre gli operatori valutano segnali contrastanti tra possibili sviluppi diplomatici e il perdurare delle tensioni legate allo Stretto di Hormuz. I futures sul Brent (LCOC1) si muovono intorno ai 113 dollari al barile, mentre i futures sul greggio Nymex (CLOC1) si attestano a circa 102,84 dollari.

Intorno alle 9:30 l’indice FTSE MIB segnava un lieve rialzo dello 0,04%.

Il comparto bancario è rimasto sostanzialmente stabile. I principali istituti Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) e Unicredit (BIT:UCG) si muovevano poco variati. BFF Bank (BIT:BFF), partita inizialmente in rialzo, ha però rapidamente perso slancio cancellando i guadagni dopo il crollo del 55% registrato ieri. Il ribasso è seguito alla decisione della Banca d’Italia di nominare due amministratori straordinari per supportare temporaneamente il consiglio di amministrazione, dopo aver individuato criticità contabili che potrebbero generare fino a 1,3 miliardi di euro di ulteriori passività scadute.

Trevi (BIT:TRN) ha invece messo a segno un forte rimbalzo, salendo di oltre il 5% dopo il calo del 34% registrato nella seduta precedente. Il titolo era stato penalizzato dall’annuncio di un piano finanziario che prevede un aumento di capitale da 100 milioni di euro, previsto entro il terzo trimestre dell’anno.

Il titolo del lusso Ferragamo (BIT:SFER) ha perso terreno, cedendo il 2,6% dopo i forti acquisti della seduta precedente. Ieri il titolo era stato sostenuto dall’upgrade di Bernstein a “outperform” da “underperform”, con la banca che ha segnalato i primi segnali incoraggianti nel rilancio del marchio, nonostante — o forse proprio grazie a — l’assenza di un amministratore delegato.

In calo anche STM (BIT:STMMI), che arretra di circa il 3,5%.

Tra i titoli migliori si distingue NEXI (BIT:NEXI), in rialzo di circa il 2%. Leonardo (BIT:LDO) continua invece a perdere terreno, con un calo di circa l’1%. Il gruppo della difesa è inserito in un canale ribassista da quattro sedute consecutive ed è sceso fino a circa 55 euro, il livello più basso da metà febbraio.

Infine spicca NewPrinces (BIT:NWL), che guadagna oltre il 6% dopo la pubblicazione dei risultati 2025 e l’annuncio dell’intenzione di proseguire la crescita attraverso operazioni di fusione e acquisizione.

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