L’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe continuare a pesare su Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

I futures sugli indici azionari statunitensi indicano un’apertura più debole per i mercati venerdì, suggerendo che le azioni potrebbero continuare a scendere dopo le forti perdite registrate nella sessione precedente.

Un nuovo rialzo dei prezzi del petrolio è destinato a pesare sul sentiment degli investitori, con il Brent, benchmark globale del greggio, che è tornato sopra i 110 dollari al barile dopo essere salito di oltre il 5% durante le contrattazioni di giovedì.

Il continuo aumento dei prezzi del petrolio arriva nonostante la decisione del presidente Donald Trump di estendere di 10 giorni la pausa su possibili attacchi contro gli impianti energetici iraniani, spostando la scadenza al 6 aprile.

In un post su Truth Social, Trump ha affermato che i negoziati con l’Iran stanno “andando molto bene”, anche se i media statali iraniani hanno riferito che Teheran ha “risposto negativamente” a una proposta di pace avanzata da Washington.

“I commenti provenienti da Washington e Teheran su un possibile processo di pace sembrano provenire da mondi paralleli, con i primi che indicano che i colloqui stanno andando bene mentre i secondi negano di fatto che i colloqui stiano avvenendo”, ha dichiarato Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell.

“Per ora i combattimenti continuano e la via d’uscita dall’attuale crisi rimane poco chiara”, ha aggiunto. “I prezzi del petrolio, probabilmente il miglior indicatore, restano elevati e hanno raggiunto di nuovo i 110 dollari al barile.”

Mould ha inoltre osservato che più a lungo i prezzi del petrolio rimangono elevati, maggiore è il timore che le pressioni inflazionistiche possano tornare a manifestarsi in modo significativo.

Le azioni crollano nella sessione precedente

Le azioni statunitensi erano già sotto pressione nelle prime fasi della seduta di giovedì e hanno continuato a scendere con il passare delle ore, chiudendo infine con forti perdite. Il calo ha portato sia il Nasdaq sia lo S&P 500 ai livelli di chiusura più bassi dall’inizio dello scorso settembre.

I principali indici hanno chiuso la giornata poco sopra i minimi intraday. Il Nasdaq è crollato di 521,74 punti, pari al 2,4%, chiudendo a 21.408,08, lo S&P 500 è sceso di 114,74 punti, pari all’1,7%, a 6.477,16 e il Dow Jones Industrial Average ha perso 469,38 punti, pari all’1%, terminando a 45.960,11.

La vendita di giovedì ha esteso il movimento altalenante osservato nelle ultime sedute, mentre i trader reagivano alla continua volatilità dei prezzi del petrolio.

Il Brent, benchmark globale del greggio, era salito di oltre il 5% dopo essere sceso di oltre il 2% durante la sessione di mercoledì.

Il rimbalzo dei prezzi del petrolio riflette l’incertezza persistente sui negoziati di pace in Medio Oriente. L’Iran ha respinto una proposta statunitense per sospendere il conflitto, affermando che qualsiasi cessate il fuoco avverrà solo alle condizioni e nei tempi stabiliti da Teheran.

In un post su Truth Social, il presidente Donald Trump ha definito i negoziatori iraniani “molto diversi” e “strani”, ma ha affermato che stanno “implorando” gli Stati Uniti di raggiungere un accordo.

“Faranno meglio a fare sul serio presto, prima che sia troppo tardi, perché una volta che ciò accadrà, NON CI SARÀ RITORNO, e non sarà piacevole!” ha avvertito Trump.

I timori di escalation aumentano la pressione sui mercati

Le preoccupazioni degli investitori sono aumentate anche dopo che diversi Paesi del Golfo hanno pubblicato una dichiarazione congiunta che condanna gli attacchi “criminali” dell’Iran contro le loro infrastrutture energetiche.

La dichiarazione, diffusa da Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein, Arabia Saudita, Qatar e Giordania, fa riferimento in particolare agli attacchi condotti da gruppi armati affiliati all’Iran operanti dal territorio iracheno.

“Pur apprezzando le nostre relazioni fraterne con la Repubblica dell’Iraq, invitiamo il governo iracheno ad adottare le misure necessarie per fermare immediatamente gli attacchi lanciati da fazioni, milizie e gruppi armati dal territorio iracheno verso i Paesi vicini”, afferma la dichiarazione.

I Paesi del Golfo hanno inoltre ribadito il loro diritto all’autodifesa e il loro diritto a “adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare la nostra sovranità, sicurezza e stabilità”.

Tecnologia e titoli ciclici guidano i ribassi

I settori tecnologici hanno registrato una forte debolezza durante la sessione, con le società di hardware informatico, semiconduttori e networking che hanno subito perdite significative contribuendo al forte calo del Nasdaq.

Al di fuori del settore tecnologico, anche i titoli legati all’estrazione dell’oro sono scesi bruscamente insieme al calo del prezzo del metallo prezioso, trascinando l’indice NYSE Arca Gold Bugs in ribasso del 3,7%.

Anche i titoli dell’acciaio, del settore immobiliare residenziale e delle compagnie aeree hanno registrato cali significativi, mentre i produttori di petrolio sono saliti in linea con il forte aumento dei prezzi del greggio.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *