Piazza Affari in forte calo all’apertura mentre crescono le tensioni in Medio Oriente; ENI resiste, crolla Inwit

La Borsa di Milano ha aperto in netto ribasso, seguendo l’andamento negativo degli altri mercati europei, mentre l’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha spinto il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile, riaccendendo i timori di inflazione e rallentamento economico.

Gli investitori restano inoltre in attesa delle dichiarazioni della presidente della Banca Centrale Europea previste per oggi. Il mercato si aspetta che i tassi di interesse restino invariati, dopo decisioni simili già prese dalla Federal Reserve e dalle banche centrali di Canada e Giappone.

Intorno alle 9:30 l’indice FTSE MIB registrava un calo di circa l’1,7%.

Tra le blue chip, solo ENI (BIT:ENI) si manteneva in territorio positivo, sostenuta dall’aumento dei prezzi del petrolio e dall’attenzione degli investitori per il nuovo piano industriale che il gruppo presenterà oggi.

Il resto del listino era invece sotto pressione, con ribassi marcati per banche, titoli del lusso e società industriali.

Le azioni Inwit (BIT:INW) crollavano invece di circa il 24% in fase d’asta, dopo che TIM (BIT:TIT) — in calo di circa il 2,7% — ha firmato un accordo con Fastweb e Vodafone per costruire e gestire fino a 6.000 nuove torri di telecomunicazione. Gli investitori temono che la decisione dei due principali clienti di Inwit di internalizzare parte degli investimenti nelle torri possa indebolire le prospettive di crescita della società specializzata nelle infrastrutture di trasmissione.

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