La Borsa di Milano apre in calo in attesa delle riunioni delle banche centrali, Amplifon in forte ribasso

La Borsa di Milano ha avviato la settimana in territorio negativo, con gli investitori che restano prudenti tra tensioni geopolitiche in aumento e un calendario fitto di riunioni delle principali banche centrali mondiali. I mercati stanno monitorando con attenzione gli sviluppi in Medio Oriente dopo le continue azioni militari che coinvolgono Stati Uniti, Israele e Iran, fattori che stanno contribuendo alla crescita dei prezzi del petrolio.

L’attenzione è inoltre rivolta alle decisioni di politica monetaria attese questa settimana da diverse grandi banche centrali, tra cui la Federal Reserve, la Banca Centrale Europea, la Bank of England e la Bank of Japan. Alla luce dell’attuale incertezza, diversi analisti ritengono che i policymaker adotteranno probabilmente un approccio prudente e attendista in materia di tassi di interesse.

Sul fronte energetico, intorno alle 9:20 il Brent registrava un rialzo di circa il 3% a 106,18 euro, mentre il greggio Nymex superava la soglia dei 100 dollari al barile.

Verso le 9:30 l’indice FTSE MIB perdeva lo 0,51%.

Due notizie societarie stanno attirando in particolare l’attenzione degli investitori. La prima riguarda Amplifon (BIT:AMP), che ha raggiunto un accordo definitivo con la danese GN Store Nord per l’acquisizione dell’intera divisione hearing tramite una combinazione di azioni e contanti. L’operazione valuta GN Hearing circa 2,3 miliardi di euro su base cash-free e debt-free. Il titolo Amplifon ha reagito negativamente, cedendo circa il 7% e toccando i minimi da febbraio 2017 a 9,46 euro. Secondo un analista, la valutazione appare piuttosto elevata e implica un cambiamento significativo nel modello di business del gruppo.

L’altra notizia rilevante è il lancio da parte di UniCredit (BIT:UCG) di un’offerta pubblica volontaria di scambio su Commerzbank (TG:CBK). L’operazione mira a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca, senza tuttavia puntare al controllo della banca. Il rapporto di cambio proposto è pari a 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, valore che corrisponde a un prezzo di circa 30,8 euro per azione Commerzbank, con un premio di circa il 4% rispetto alla chiusura del 13 marzo. A Piazza Affari il titolo UniCredit perdeva l’1,7%, mentre quello della banca tedesca guadagnava il 3,89% a 30,74 euro.

Nel complesso, il settore bancario risultava in calo di circa lo 0,6%. Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) cedeva lo 0,6%, mentre Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) e Mediobanca (BIT:MB) registravano lievi rialzi.

Tra gli altri titoli, STMicroelectronics (BIT:STMMI) avanzava dell’1,5% e Fincantieri (BIT:FCT) guadagnava l’1,4%.

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