I futures sui principali indici azionari statunitensi indicano attualmente un’apertura in rialzo per la seduta di venerdì, suggerendo che i mercati potrebbero recuperare parte delle perdite registrate nella sessione precedente.
La forza iniziale a Wall Street potrebbe essere alimentata dalla caccia alle occasioni, poiché alcuni investitori cercano di acquistare titoli a prezzi più bassi dopo il forte calo di giovedì, che ha portato i principali indici ai livelli di chiusura più bassi degli ultimi oltre tre mesi.
L’interesse all’acquisto potrebbe essere sostenuto anche da un calo dei prezzi del petrolio. Il greggio con consegna ad aprile è sceso dell’1,6%, dopo essere salito di quasi il 15% nelle due sessioni precedenti.
Il calo del petrolio arriva nonostante l’intensificarsi della retorica politica. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito il regime iraniano dei “deranged scumbags” e ha dichiarato di avere il “great honor” di ucciderli.
I futures hanno registrato ulteriori rialzi dopo la pubblicazione di un rapporto attentamente osservato che ha mostrato come la crescita dei prezzi al consumo su base annua sia rallentata inaspettatamente a gennaio.
Il Dipartimento del Commercio ha riferito che il tasso annuo di crescita dell’indice dei prezzi PCE è sceso al 2,8% a gennaio, dal 2,9% di dicembre. Gli economisti si aspettavano che il dato rimanesse invariato.
Nel frattempo, il PCE core, che esclude i prezzi di alimentari ed energia, è salito al 3,1% dal 3,0%, contrariamente alle previsioni di stabilità.
Un altro rapporto del Dipartimento del Commercio ha inoltre mostrato che la crescita economica degli Stati Uniti ha rallentato più del previsto nel quarto trimestre del 2025.
I mercati crollano nella sessione precedente
Dopo due sedute con variazioni minime, i mercati azionari sono scesi bruscamente durante la giornata di giovedì, portando i principali indici ai livelli di chiusura più bassi degli ultimi oltre tre mesi.
Gli indici principali hanno chiuso poco sopra i minimi della sessione. Il Dow Jones Industrial Average è sceso di 739,42 punti, pari all’1,6%, a 46.677,85, il Nasdaq Composite ha perso 404,16 punti, pari all’1,8%, a 22.311,98, mentre l’S&P 500 è sceso di 103,18 punti, pari all’1,5%, a 6.672,62.
La vendita massiccia a Wall Street è avvenuta mentre i prezzi del petrolio registravano un nuovo forte rialzo, proseguendo il recupero dopo il crollo di martedì.
I futures sul Brent con consegna a maggio sono saliti del 9,2%, tornando sopra la soglia dei 100 dollari al barile.
Il rialzo del petrolio è proseguito dopo notizie secondo cui tre ulteriori navi straniere sono state colpite durante la notte nel Golfo Persico, aumentando le preoccupazioni per la sicurezza del traffico attraverso il cruciale Stretto di Hormuz.
Il Segretario all’Energia degli Stati Uniti Chris Wright ha dichiarato alla CNBC che la Marina statunitense “non è pronta” a scortare le petroliere attraverso lo stretto.
Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha inoltre affermato che lo Stretto di Hormuz dovrebbe rimanere chiuso come “strumento per fare pressione sul nemico.”
Sussidi di disoccupazione e movimenti settoriali
Sul fronte macroeconomico, il Dipartimento del Lavoro ha riferito che le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono inaspettatamente diminuite leggermente nella settimana conclusa il 7 marzo.
Le nuove richieste sono scese a 213.000, in calo di 1.000 unità rispetto al livello rivisto della settimana precedente di 214.000.
Gli economisti si aspettavano invece un aumento a 215.000 rispetto alle 213.000 precedentemente riportate.
A livello settoriale, i titoli delle compagnie aeree hanno proseguito il forte calo delle ultime settimane, con l’indice NYSE Arca Airline in discesa del 5,2%, al livello di chiusura più basso degli ultimi oltre tre mesi.
Anche i titoli siderurgici hanno mostrato una marcata debolezza, con l’indice NYSE Arca Steel in calo del 3,7%.
Le azioni dei semiconduttori hanno registrato un forte ribasso, trascinando l’indice Philadelphia Semiconductor in calo del 3,4%.
Anche i titoli dei servizi petroliferi, delle biotecnologie e del settore finanziario hanno registrato cali significativi, mentre i produttori di petrolio hanno fatto eccezione alla tendenza negativa grazie al rialzo del greggio.

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