Bitcoin (COIN:BTCUSD) ha registrato un calo durante le contrattazioni asiatiche di venerdì, pur continuando a mantenersi sopra la soglia chiave dei 70.000 dollari, mentre gli investitori restano cauti di fronte all’escalation delle tensioni in Medio Oriente. L’aumento dei prezzi del petrolio legato al conflitto ha aggiunto ulteriore incertezza sulle prospettive dell’inflazione globale e sull’andamento futuro dei tassi di interesse.
La più grande criptovaluta per capitalizzazione di mercato era in calo del 3,1% a 70.182,6 dollari alle 00:56 ET (05:56 GMT). All’inizio della settimana aveva brevemente superato i 74.000 dollari, lasciando comunque il token sulla strada per un guadagno settimanale di circa il 7%.
Conflitto con l’Iran e aumento del petrolio al centro dell’attenzione
Il sentiment nel mercato delle criptovalute è rimasto fragile mentre le tensioni geopolitiche si sono intensificate dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che hanno provocato attacchi di rappresaglia con droni e missili in tutta la regione. Il conflitto è ora entrato nel suo settimo giorno.
La situazione ha inoltre sollevato timori per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, un corridoio energetico cruciale attraverso cui transita normalmente circa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio. Il rischio di interruzioni ha scosso i mercati delle materie prime.
I prezzi del greggio sono saliti bruscamente dall’inizio dell’escalation, aumentando di oltre il 16% questa settimana mentre i trader temono che i combattimenti prolungati possano interferire con le forniture globali di petrolio.
Il rally del petrolio ha riacceso i timori di una nuova ondata di inflazione globale, complicando le prospettive della politica monetaria delle banche centrali. Gli investitori hanno iniziato a ridimensionare le aspettative di imminenti tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense, poiché l’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe mantenere l’inflazione su livelli elevati.
Il cambiamento nelle aspettative sui tassi ha contribuito a rafforzare il dollaro statunitense questa settimana, esercitando pressione su diversi asset rischiosi. Il rafforzamento del biglietto verde ha inoltre pesato sulle materie prime, con l’oro che si avvia verso un calo settimanale nonostante le persistenti tensioni geopolitiche.
Nonostante il clima generale di avversione al rischio, bitcoin ha mostrato una certa resilienza mantenendosi sopra il livello psicologico dei 70.000 dollari.
Anche le altcoin scendono
La maggior parte delle altcoin ha registrato cali venerdì, estendendo le perdite in un contesto di mercato prudente.
Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato, è scesa del 3% a 2.069,03 dollari.
XRP, la terza criptovaluta al mondo, è scesa dell’1,8% a 1,39 dollari.
Solana ha perso l’1,6%, mentre Cardano e Polygon sono scese entrambe di circa il 2,5%.
Tra i token meme, Dogecoin è sceso dell’1,8%.

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