MPS: Lovaglio escluso dalla shortlist per il nuovo Consiglio di Amministrazione

L’amministratore delegato Luigi Lovaglio non farà parte della proposta di vertice per il futuro di Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS), secondo quanto riportato da Reuters. Il comitato nomine della banca avrebbe infatti escluso l’attuale CEO dalla shortlist dei candidati per il nuovo consiglio di amministrazione.

La decisione sarebbe arrivata al termine di una lunga riunione conclusasi intorno alle 21 di ieri sera, dopo due giorni di discussioni particolarmente tese tra i vertici dell’istituto.

La banca dovrebbe finalizzare oggi una lista di 20 candidati, con la presentazione prevista alle 17:30. La selezione sarà effettuata partendo da una prima rosa di 30 nomi predisposta dal consiglio uscente in vista del voto assembleare di aprile, lista nella quale figurava anche Lovaglio.

Intanto a Piazza Affari il titolo Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) ha reagito negativamente alla notizia, aprendo la seduta in calo di oltre il 4% a €7,379. Anche Mediobanca (BIT:MB) ha registrato un ribasso marcato, perdendo il 4,40% a €16,25 nei primi minuti di contrattazione.

Con Lovaglio escluso, MF riporta che il comitato potrebbe proporre due candidati alternativi per la carica di amministratore delegato. I nomi in circolazione sono Fabrizio Palermo, attuale CEO di Acea ed ex amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, e Carlo Vivaldi, già co-chief operating officer di UniCredit. Palermo sarebbe al momento considerato il favorito.

Nella lista per il nuovo consiglio potrebbe inoltre figurare Corrado Passera, ex amministratore delegato di Intesa Sanpaolo e fondatore di Illimity, che potrebbe assumere il ruolo di presidente.

Nonostante l’esclusione dalla shortlist, una ricandidatura dell’attuale CEO non può essere del tutto esclusa. Lovaglio potrebbe infatti presentare una propria lista facendo leva sull’imprenditore Giorgio Girondi, che dispone di circa il 5% dei diritti di voto. Potrebbe inoltre contare sul sostegno di alcuni rappresentanti legati ad Assogestioni e del gruppo Delfin.

Secondo MF, un ruolo determinante nell’esclusione di Lovaglio sarebbe stato giocato dal socio forte Francesco Gaetano Caltagirone, che detiene circa l’11% del capitale della banca.

I rapporti tra i due si sarebbero deteriorati da tempo, in parte a causa di divergenze sulla velocità dell’integrazione con Mediobanca (BIT:MB). Caltagirone sarebbe infatti favorevole al mantenimento di Mediobanca come società quotata e indipendente, con una partecipazione del 13,2% in Generali.

Le tensioni sarebbero state ulteriormente aggravate da un’indagine su presunte ipotesi di collusione che coinvolgerebbe Lovaglio, lo stesso Caltagirone e Francesco Milleri, presidente di Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio. Gli esposti presentati alla Procura di Milano sarebbero stati utilizzati anche nel dibattito sulla posizione dell’amministratore delegato uscente.

Secondo fonti vicine al Ministero dell’Economia e delle Finanze, penalizzare il manager che ha contribuito al salvataggio della banca sarebbe difficile da giustificare. Nelle scorse settimane da Via XX Settembre sarebbe arrivato un chiaro segnale di sostegno a Lovaglio, che avrebbe ricevuto anche l’appoggio di Delfin, azionista con circa il 17,5% di MPS, anche se il ministero potrebbe non essere direttamente coinvolto nel processo di nomina.

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