Eni (BIT:ENI) ha pubblicato risultati del quarto trimestre superiori alle aspettative degli analisti, chiudendo un 2025 caratterizzato da utili resilienti sostenuti dalla forte performance dell’attività upstream e da risultati positivi nel refining.
Il gruppo energetico italiano ha registrato un aumento del 35% degli utili nell’ultimo trimestre del 2025, trainato principalmente dai solidi risultati della divisione Exploration & Production.
L’utile netto adjusted nel periodo ottobre–dicembre è salito a 1,2 miliardi di euro, rispetto agli 885 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, superando nettamente il consenso degli analisti fissato a 960 milioni di euro.
La produzione di idrocarburi ha raggiunto 1,839 milioni di barili equivalenti al giorno nel quarto trimestre, in crescita del 7% su base annua e superiore alle attese del mercato. Il cash flow sottostante si è attestato a 3 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 2,9 miliardi dell’anno precedente e sopra il consenso di 2,8 miliardi.
Secondo quanto dichiarato da Eni, i risultati “dimostrano la resilienza del modello di business, supportato da una crescita profittevole della produzione di petrolio e gas, dalla diversificazione del portafoglio e da una rigorosa disciplina sui costi e sugli investimenti.”
Gli analisti di Equita hanno definito i risultati trimestrali “migliori delle attese”, confermando la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo di 18 euro per azione, rispetto ai 19,18 euro registrati in mattinata (+1,50%). In particolare, hanno spiegato che l’utile netto adjusted “è del 33% superiore alle nostre aspettative”, prevedendo un aumento delle stime di consenso.
Risultati annuali
Per l’intero esercizio, Eni ha registrato un utile operativo adjusted pro forma di 12,2 miliardi di euro, in calo del 15% rispetto ai 14,3 miliardi del 2024, mentre l’utile netto adjusted è diminuito del 5% a 4,99 miliardi di euro dai 5,26 miliardi dell’anno precedente, principalmente a causa dei prezzi delle materie prime più bassi e del rafforzamento dell’euro.
Il flusso di cassa operativo prima del capitale circolante si è attestato a 12,5 miliardi di euro (-8% su base annua), mentre il flusso di cassa netto da attività operative è cresciuto del 2% a 13,3 miliardi di euro.
La struttura finanziaria è migliorata nel corso dell’anno, con il debito netto ridotto del 23% a 9,4 miliardi di euro. Il gearing è sceso al 14%, rispetto al 18% del 2024, confermando una solida disciplina finanziaria in un contesto di mercato meno favorevole rispetto all’anno precedente.
La produzione media di idrocarburi è salita a 1,728 milioni di barili equivalenti al giorno (+1%), mentre la capacità installata da fonti rinnovabili è cresciuta significativamente a 5,8 GW (+41%).
L’amministratore delegato Claudio Descalzi ha dichiarato: «Nel 2025 abbiamo conseguito risultati strutturalmente solidi sotto il profilo industriale ed economico-finanziario, grazie all’esecuzione della nostra strategia costruita negli ultimi anni».
Ha aggiunto: «Abbiamo completato progetti significativi nei tempi e nei costi previsti, riducendo il debito e aumentando le distribuzioni agli azionisti. I risultati dell’Exploration & Production sono stati eccellenti, trainati dalla crescita della produzione e dal contenimento dei costi».
Descalzi ha proseguito: «La produzione annuale ha superato la guidance, registrando una crescita sottostante del 4%, sostenuta dall’avvio di sei progetti rilevanti. Inoltre, abbiamo rafforzato il profilo produttivo di medio termine grazie a quattro importanti decisioni finali di investimento. Stiamo finalizzando la business combination con Petronas, focalizzata sul mercato LNG in Indonesia e Malesia».
Dividendo e remunerazione degli azionisti
Il consiglio di amministrazione di Eni ha approvato la distribuzione della terza delle quattro tranche del pagamento agli azionisti relative al 2025, pari a 0,26 euro per azione, prelevata da riserve disponibili e parte di un pagamento annuale complessivo di 1,05 euro per azione. La data di stacco cedola è fissata al 23 marzo 2026, con pagamento previsto il 25 marzo 2026.
«Per i titolari di ADR registrati entro il 24 marzo 2026, quotati al New York Stock Exchange e ciascuno rappresentativo di due azioni Eni, la terza tranche del pagamento sarà pari a 0,52 euro per ADR, con pagamento previsto l’8 aprile 2026», si legge nel comunicato stampa.
La società ha inoltre confermato il completamento del programma di riacquisto di azioni proprie da 1,8 miliardi di euro per il 2025, acquistando 118.782.928 azioni, pari al 3,77% del capitale sociale, che saranno annullate secondo le modalità approvate dall’assemblea degli azionisti.
Considerando sia le azioni già detenute sia quelle acquistate dal lancio del programma il 20 maggio 2025, Eni possiede complessivamente 205.610.942 azioni proprie, pari al 6,53% del capitale sociale.
Outlook e investimenti
Gli obiettivi industriali e finanziari dettagliati saranno presentati durante il Capital Markets Update previsto per il 19 marzo 2026, mentre il consiglio ha fornito alcune indicazioni preliminari per l’anno in corso.
La crescita della produzione di idrocarburi è attesa in linea con gli obiettivi del piano strategico 2025–2028. Gli investimenti lordi sono stimati in 7 miliardi di euro, con investimenti netti intorno ai 5 miliardi, e un gearing previsto tra il 10% e il 15%, assumendo un prezzo del Brent pari a 62 dollari al barile.
L’analista di RBC Biraj Borkhataria ha osservato: «La guidance per il 2026 mostra investimenti inferiori alle nostre attese, riflettendo la chiusura della joint venture indonesiana entro metà anno, mentre la crescita della produzione dovrebbe proseguire, sostenuta anche dai nuovi volumi derivanti da questo accordo».
Eni ritiene che la solidità dell’upstream e una rigorosa disciplina nell’allocazione del capitale possano sostenere il miglioramento della redditività nel 2026, nonostante la persistente volatilità dei mercati energetici.

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