Bitcoin (COIN:BTCUSD) è sceso brevemente sotto quota 65.000 dollari durante le contrattazioni asiatiche di lunedì, restando sotto pressione mentre i grandi detentori continuavano a vendere criptovalute e l’incertezza sulla politica commerciale statunitense indeboliva ulteriormente la propensione al rischio.
La principale criptovaluta mondiale ha perso il 4%, attestandosi a 65.296,8 dollari alle 06:30 GMT, dopo aver toccato un minimo di 64.384,2 dollari nelle precedenti 24 ore. Il prezzo si è così riavvicinato ai livelli di inizio febbraio, quando Bitcoin era sceso temporaneamente sotto i 60.000 dollari.
Anche il mercato crypto nel suo complesso ha registrato ribassi, con Ether sotto pressione dopo la notizia di ulteriori vendite da parte del fondatore Vitalik Buterin.
Le vendite delle whale pesano su Bitcoin
I dati on-chain di CryptoQuant hanno mostrato un aumento dei trasferimenti di Bitcoin da grandi portafogli privati — noti nel settore come “balene” — verso gli exchange principali, segnale spesso associato a vendite imminenti.
Le whale — grandi investitori, primi adottanti o fondi crypto con consistenti partecipazioni — possono influenzare in modo significativo i movimenti di prezzo nel breve periodo quando trasferiscono asset sugli exchange.
Il passaggio verso le piattaforme di scambio viene generalmente interpretato come preparazione alla vendita e aumenta la pressione ribassista ampliando l’offerta disponibile. Allo stesso tempo, la domanda di acquisto è rimasta limitata, con il sentiment ancora fragile dopo le forti perdite dei mesi recenti.
L’incertezza è stata aggravata dalle nuove tensioni sulla politica commerciale USA. La scorsa settimana la Corte Suprema ha annullato gran parte dei dazi imposti dal presidente Donald Trump, stabilendo che aveva ecceduto la propria autorità.
Trump ha successivamente annunciato un dazio globale del 10% per 150 giorni, poi aumentato al 15%, il massimo consentito dalla normativa, destabilizzando i mercati finanziari.
Altcoin in calo, Ether sotto pressione
Anche le principali altcoin hanno registrato forti ribassi, con Ether particolarmente penalizzato dopo nuove vendite attribuite a Buterin.
Ether è sceso di quasi il 5% a 1.878,63 dollari, tornando vicino ai minimi di inizio febbraio. Nel weekend Buterin avrebbe venduto almeno 1.694 Ether per circa 3,3 milioni di dollari. Pur rappresentando una quota limitata delle sue partecipazioni, l’operazione ha alimentato timori di ulteriori vendite da parte delle whale.
Tra le altre criptovalute, XRP, Solana, Cardano e BNB hanno perso tra il 3% e l’8%.
Nel comparto memecoin, Dogecoin è sceso del 2,9%, mentre $TRUMP ha perso il 3,4%.
I dati macro aumentano la cautela
I dati economici statunitensi pubblicati venerdì hanno rafforzato il clima prudente. Il PIL è cresciuto a un ritmo annualizzato dell’1,4% nel quarto trimestre, segnalando un rallentamento economico, mentre l’indice PCE è rimasto elevato al 2,9% su base annua.
Inflazione persistente e crescita in rallentamento complicano le prospettive di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve.

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