Piazza Affari ha avviato la seduta leggermente in territorio positivo, sostenuta da risultati trimestrali superiori alle attese che hanno permesso all’indice milanese di recuperare parte delle perdite della vigilia. I guadagni sono stati tuttavia frenati dalla persistente debolezza del comparto energetico.
Nonostante le tensioni geopolitiche ancora presenti tra Stati Uniti e Iran, i mercati azionari europei — inclusa la Borsa di Milano — si avviano a chiudere la settimana con un bilancio positivo.
Sul fronte macroeconomico, dopo la pubblicazione dei PMI europei in mattinata, l’attenzione degli investitori si sposta sull’aggiornamento di dicembre dell’indice PCE statunitense, la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve.
Intorno alle 9:35 il FTSE MIB segnava un progresso dello 0,58%.
Tra i singoli titoli, Moncler (BIT:MONC) è balzata di oltre il 10% dopo aver comunicato un aumento del 7% dei ricavi nel quarto trimestre, superiore alle attese del mercato, trainato dalla solida crescita in Asia e nelle Americhe. Gli analisti di Banca Akros hanno commentato: «I numeri hanno superato le aspettative sia in termini di ricavi sia di margini, grazie a una forte accelerazione che sembra proseguire anche nelle prime settimane del 2026», alzando il giudizio a “buy” da “accumulate” e portando il target price a 65 euro da 61. Anche Deutsche Bank ha rivisto al rialzo il prezzo obiettivo sul gruppo del lusso a 57 euro da 54.
In evidenza anche Unipol Gruppo (BIT:UNI), in rialzo del 5,3% dopo aver registrato nel 2025 un incremento del 36,8% dell’utile netto consolidato. Il gruppo bolognese proporrà un dividendo di 1,12 euro per azione, in aumento del 31,8% rispetto all’anno precedente. Sia i risultati sia la cedola hanno superato le stime degli analisti, rafforzando le aspettative di un possibile superamento degli obiettivi del piano al 2027.
Debole invece il comparto energetico, appesantito dall’incertezza legata alle decisioni del governo con l’approvazione del cosiddetto “decreto bollette”. Terna (BIT:TRN) e Italgas (BIT:IG) si sono mosse poco, mentre Eni (BIT:ENI) ha ceduto lo 0,5%, Saipem (BIT:SPM) l’1,5% e Tenaris (BIT:TEN) il 3,9%, contribuendo a limitare il progresso dell’indice.

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