Borse europee in lieve rialzo tra trimestrali e dati macro; balzo delle vendite al dettaglio nel Regno Unito

Le principali Borse europee hanno aperto in moderato rialzo venerdì, mentre gli investitori valutavano una nuova serie di risultati societari e dati economici, mantenendo al contempo alta l’attenzione sulle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.

Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco guadagnava lo 0,2%, il CAC 40 francese lo 0,5% e il FTSE 100 di Londra lo 0,4%.

Ultime trimestrali

La stagione delle trimestrali è ormai agli sgoccioli, ma diverse società continuano a influenzare l’andamento dei mercati.

Anglo American plc (LSE:AAL) ha registrato una perdita di 3,7 miliardi di dollari dopo ulteriori svalutazioni legate alle attività nel settore dei diamanti. Il gruppo prosegue nel piano di dismissione degli asset non strategici e nell’avanzamento della fusione con Teck Resources.

Danone (EU:BN) ha dichiarato di affrontare il 2026 con fiducia, dopo aver chiuso il 2025 con ricavi e generazione di cassa superiori alle attese. La domanda di prodotti per l’infanzia in Cina ha sostenuto la crescita, mentre le misure di contenimento dei costi hanno migliorato i margini.

La svizzera Sika AG (TG:SIKA) ha riportato un calo del 16% dell’utile netto annuale, penalizzata dalla debolezza strutturale del mercato cinese e dal rallentamento delle costruzioni commerciali negli Stati Uniti dopo il prolungato shutdown governativo.

Aston Martin Lagonda Global Holdings plc (LSE:AML) ha comunicato un calo delle consegne all’ingrosso sull’intero esercizio e la vendita dei diritti di denominazione del team di Formula 1 a un’affiliata per 50 milioni di sterline.

Il colosso farmaceutico AstraZeneca (LSE:AZN) ha annunciato che la Food and Drug Administration statunitense ha approvato Calquence come primo regime completamente orale e a durata fissa per il trattamento di alcune forme di leucemia e linfoma.

Vendite al dettaglio UK in forte crescita

Sul fronte macroeconomico, le vendite al dettaglio nel Regno Unito hanno sorpreso al rialzo a gennaio, segnalando una domanda dei consumatori ancora solida all’inizio dell’anno.

Le vendite sono aumentate dell’1,8% su base mensile, rispetto al +0,4% di dicembre, secondo l’Office for National Statistics. Su base annua, la crescita è stata del 4,5%, rispetto al +1,9% del mese precedente (dato rivisto dal +2,5%).

In Germania, i prezzi alla produzione sono diminuiti del 3% su base annua a gennaio, più del calo del 2,1% previsto dagli analisti.

Nel corso della giornata sono attesi anche gli indici PMI dell’Eurozona. Negli Stati Uniti, l’attenzione si concentrerà sull’indice core PCE, misura dell’inflazione seguita dalla Federal Reserve.

Dati recenti hanno mostrato che l’inflazione al consumo negli USA è cresciuta meno del previsto a gennaio, rafforzando le aspettative di un possibile taglio dei tassi già a giugno.

Petrolio verso un guadagno settimanale

I prezzi del greggio si sono stabilizzati venerdì, avviandosi verso il primo rialzo settimanale in tre settimane, sostenuti dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran.

Il Brent si è attestato a 71,66 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è sceso dello 0,1% a 66,35 dollari. Entrambi i contratti si mantengono vicino ai massimi da inizio agosto e sono in rialzo di oltre il 6% su base settimanale.

Le tensioni si sono intensificate dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato giovedì che “succederanno cose davvero brutte” se l’Iran non raggiungerà un accordo sul programma nucleare entro 10-15 giorni, alimentando i timori di un’azione militare.

Un’eventuale escalation che coinvolga l’Iran — importante produttore OPEC — potrebbe minacciare i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per circa il 20% delle spedizioni mondiali di petrolio.

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