Le Borse europee arretrano mentre entra nel vivo la stagione delle trimestrali: DAX, CAC, FTSE100

I mercati europei hanno chiuso in leggero calo giovedì, mentre gli investitori hanno valutato una nuova ondata di risultati societari in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

Alle 08:02 GMT, il DAX tedesco cedeva lo 0,3%, il CAC 40 francese lo 0,2% e il FTSE 100 britannico lo 0,2%.

Risultati societari in primo piano

La stagione delle trimestrali resta intensa e finora complessivamente positiva: circa il 60% delle società europee ha superato le attese sugli utili.

Pernod Ricard (EU:RI) ha registrato un calo del 5% delle vendite organiche nel secondo trimestre, penalizzato dalla debole domanda dei consumatori e dal destocking negli Stati Uniti e in Cina. Tuttavia, la flessione è stata meno marcata rispetto al -7,6% del trimestre precedente, grazie al miglioramento in India e nel travel retail globale.

Rio Tinto (LSE:RIO) ha riportato utili underlying stabili nel 2025, con maggiori volumi di rame e alluminio e un migliore controllo dei costi che hanno compensato la debolezza dei prezzi del minerale di ferro.

Renault (EU:RNO) ha contabilizzato una perdita netta di 10,93 miliardi di euro nel 2025, a seguito di una svalutazione non monetaria da 9,3 miliardi legata alla revisione del trattamento contabile della partecipazione in Nissan. La performance operativa sottostante è rimasta solida, con ricavi in crescita del 3%.

Nestlé (BIT:1NESN) ha riportato un calo del 17% dell’utile netto annuale e una forte contrazione dei margini nel 2025, a causa di costi di ristrutturazione, svalutazioni e del richiamo di latte in polvere per neonati a dicembre.

Zurich Insurance (TG:ZFIN) ha registrato un utile operativo record di 8,9 miliardi di dollari nel 2025, in aumento del 14%, grazie al miglioramento dell’underwriting nel ramo danni e alla crescita in tutte le divisioni.

Airbus Group (EU:AIR) ha pubblicato un utile trimestrale leggermente superiore alle attese, ma ha fornito una guidance più debole sulle consegne 2026 a causa delle carenze di motori.

Air France-KLM (EU:AF) ha riportato per la prima volta un risultato operativo superiore ai 2 miliardi di euro, con la crescita dei ricavi e il calo dei costi del carburante che hanno compensato l’aumento delle tariffe aeroportuali e del costo del lavoro.

Krones (TG:KRN) ha superato le attese sulla redditività nel quarto trimestre, pur mancando leggermente i target sui ricavi, proseguendo comunque nel percorso di crescita profittevole.

Tensioni geopolitiche ancora elevate

Sul fronte geopolitico, restano alte le tensioni. I negoziatori di Ucraina e Russia si sono incontrati per la terza volta nel 2026 sotto mediazione statunitense, ma senza progressi sui nodi principali, inclusa la questione territoriale.

Mosca chiede che Kyiv ritiri le proprie forze dal restante 20% della regione orientale di Donetsk non controllato dalla Russia, richiesta respinta dall’Ucraina.

Anche i colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran a Ginevra hanno prodotto pochi risultati. Il vicepresidente USA JD Vance ha dichiarato che Washington sta valutando se proseguire l’impegno diplomatico con Teheran o perseguire «un’altra opzione».

Immagini satellitari mostrerebbero che l’Iran ha costruito una struttura in cemento armato in un sito militare sensibile, successivamente ricoperta di terra, avanzando i lavori in un’area che sarebbe stata colpita da Israele nel 2024.

Il petrolio estende i rialzi

I prezzi del petrolio hanno continuato a salire, sostenuti dalle crescenti tensioni in Medio Oriente che alimentano timori di interruzioni dell’offerta.

Il Brent è salito dell’1% a 71,04 dollari al barile, mentre il WTI americano ha guadagnato l’1,1% a 65,75 dollari.

Entrambi i benchmark avevano già chiuso in rialzo di oltre il 4% mercoledì, ai massimi dal 30 gennaio.

Le notizie su un’intensificazione dell’attività militare e navale nel Golfo Persico hanno rafforzato le preoccupazioni sulla sicurezza delle forniture. Allo stesso tempo, le speranze di un allentamento delle sanzioni sull’energia russa si sono affievolite dopo l’assenza di progressi nei colloqui tra Russia e Ucraina.

Ulteriore supporto è arrivato dai dati dell’American Petroleum Institute, che ha segnalato un calo di circa 609.000 barili nelle scorte di greggio USA nella settimana al 13 febbraio. I dati ufficiali dell’Energy Information Administration sono attesi più tardi in giornata.

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