Bitcoin ha registrato un calo giovedì, proseguendo la recente fase di debolezza dopo che i verbali della riunione di gennaio della Federal Reserve hanno evidenziato un orientamento più restrittivo, aumentando l’incertezza sul futuro percorso dei tassi d’interesse negli Stati Uniti.
Le criptovalute sono state inoltre penalizzate da un clima di avversione al rischio legato all’intensificarsi delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. Al contrario, l’oro ha beneficiato della domanda di beni rifugio.
Alle 01:06 ET, Bitcoin (COIN:BTCUSD) perdeva l’1,3% a 66.963,8 dollari.
Le criptovalute hanno inoltre sottoperformato rispetto al rialzo dei titoli tecnologici globali, nonostante storicamente tendano a muoversi in linea con il settore.
Bitcoin sotto pressione per l’incertezza sui tassi
La principale criptovaluta ha continuato a risentire dei dubbi sull’evoluzione della politica monetaria statunitense, con i verbali Fed che non hanno offerto segnali rassicuranti.
Dal resoconto della riunione di gennaio emerge che i policymaker sono sempre più divisi sulla traiettoria di lungo periodo di tassi e inflazione. In particolare, “diversi” membri hanno indicato che ulteriori rialzi dei tassi potrebbero essere appropriati qualora l’inflazione restasse persistente.
I membri della Fed hanno inoltre espresso incertezza sull’impatto dell’intelligenza artificiale sull’economia, con opinioni divergenti sul fatto che la tecnologia possa favorire o frenare la crescita.
I mercati crypto hanno reagito negativamente alle ipotesi di nuovi rialzi, dato che tassi più elevati tendono a penalizzare asset altamente speculativi come Bitcoin. Dopo la pubblicazione dei verbali, gli operatori si sono orientati verso il dollaro USA.
Il CEO di Goldman Sachs: possiedo pochissimo Bitcoin
Il CEO di Goldman Sachs (NYSE:GS), David Solomon, ha dichiarato di detenere personalmente pochissimo Bitcoin, pur seguendo attentamente l’evoluzione della criptovaluta e il suo possibile impatto sui mercati finanziari.
Goldman Sachs ha mantenuto finora un approccio prudente verso il settore crypto, anche se Solomon in passato ha espresso interesse per il comparto.
Intervenendo al World Liberty Forum mercoledì, Solomon ha affermato che la banca potrebbe valutare un maggiore coinvolgimento nel settore, soprattutto in presenza di un quadro normativo più chiaro sotto l’amministrazione Donald Trump.
Altcoin deboli, attesi nuovi dati macro
Il mercato crypto nel suo complesso si è mosso in un intervallo ristretto, in assenza di catalizzatori positivi. Come Bitcoin, anche la maggior parte delle altcoin ha registrato forti perdite negli ultimi mesi, con il sentiment degli investitori in generale indebolito.
L’attenzione si concentra ora sui prossimi dati macroeconomici statunitensi per ulteriori indicazioni sui tassi. In particolare, venerdì è attesa la pubblicazione dell’indice dei prezzi PCE, la misura d’inflazione preferita dalla Fed.
Ether, seconda criptovaluta per capitalizzazione, è sceso dell’1,1% a 1.980,99 dollari, mentre XRP ha perso quasi il 4% a 1,4228 dollari.
Solana, Cardano e BNB hanno registrato ribassi compresi tra lo 0,4% e il 3%.
Tra le memecoin, Dogecoin ha ceduto il 2,5%, mentre $TRUMP ha perso l’1,7%.

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