I prezzi dell’oro sono saliti durante la sessione asiatica di mercoledì, recuperando dopo il calo di oltre il 2% registrato nella seduta precedente, con gli investitori tornati ad acquistare sui ribassi. L’attenzione resta inoltre rivolta ai prossimi segnali sulla traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve.
L’oro spot è salito dell’1,2% a 4.934,16 dollari l’oncia alle 00:58 ET (05:58 GMT), mentre i futures sull’oro negli Stati Uniti sono avanzati dell’1% a 4.954,91 dollari l’oncia.
Gli scambi in Asia sono stati contenuti, con diversi importanti mercati regionali chiusi per le festività del Capodanno lunare, limitando i volumi e i movimenti di prezzo.
Il metallo prezioso era sceso bruscamente martedì, quando il miglioramento del sentiment di mercato — alimentato da segnali di progressi nei colloqui tra Stati Uniti e Iran — aveva ridotto la domanda di beni rifugio.
Progressi nei colloqui USA-Iran; focus sui verbali della Fed
Washington e Teheran avrebbero raggiunto un’intesa sui principali “principi guida” dei negoziati, alimentando le speranze di una soluzione diplomatica e pesando sulla domanda di oro.
Il precedente calo dell’oro è stato aggravato anche dal rafforzamento del dollaro, che rende il metallo più costoso per gli investitori che utilizzano altre valute, oltre che dal ridimensionamento delle aspettative di un imminente taglio dei tassi negli Stati Uniti.
L’indice del dollaro USA è salito dello 0,1% durante le ore asiatiche, dopo un incremento dello 0,3% nella seduta precedente.
Gli investitori si sono mostrati prudenti in vista della pubblicazione, prevista più tardi in giornata, dei verbali della riunione di gennaio della Federal Reserve, che potrebbero offrire ulteriori indicazioni su tempi e portata di un eventuale allentamento monetario.
L’attenzione è inoltre rivolta al dato sull’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) di dicembre negli Stati Uniti, atteso venerdì, indicatore d’inflazione preferito dalla Fed e potenzialmente determinante per le aspettative sui tassi.
Tassi di interesse più elevati tendono a penalizzare asset privi di rendimento come l’oro, mentre le prospettive di una politica monetaria più accomodante generalmente sostengono i prezzi.
Metalli in rialzo; l’argento balza del 3%
Anche altri metalli preziosi e industriali hanno registrato rialzi.
L’argento è salito di quasi il 3% a 75,77 dollari l’oncia, mentre il platino è avanzato del 2% a 2.060,60 dollari l’oncia.
I futures sul rame di riferimento al London Metal Exchange sono aumentati dell’1% a 12.705,20 dollari la tonnellata, mentre i futures sul rame negli Stati Uniti hanno guadagnato lo 0,3% a 5,69 dollari la libbra.

Leave a Reply