Le azioni europee hanno registrato lievi rialzi mercoledì, mentre gli investitori valutavano una nuova serie di trimestrali e i dati che mostrano un marcato rallentamento dell’inflazione nel Regno Unito.
Alle 08:15 GMT, il DAX tedesco è salito dello 0,7%, il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,5% e il FTSE 100 di Londra è avanzato dello 0,5%.
La stagione delle trimestrali sostiene il sentiment
I mercati europei hanno seguito i modesti rialzi di Wall Street nella notte, nonostante persistano timori sulle valutazioni legate all’intelligenza artificiale e sul suo potenziale impatto sull’economia.
La stagione delle trimestrali resta centrale per gli investitori. Finora i risultati sono stati generalmente positivi: circa il 60% delle società europee ha superato le attese sugli utili, rispetto a una media storica del 54% in un trimestre tipico, secondo i dati LSEG.
Tra i titoli sotto osservazione, Glencore (LSE:GLEN) ha registrato un calo degli utili annuali, poiché i prezzi record del rame non sono stati sufficienti a compensare la flessione dei profitti nel business del carbone.
BAE Systems (LSE:BA.) ha aumentato la remunerazione agli azionisti dopo aver ottenuto ordini record nel settore della difesa, sostenuti dall’incremento della spesa militare in Europa e negli Stati Uniti.
Straumann Group (TG:QS51) ha superato le attese sui ricavi del quarto trimestre e riportato margini in linea con la guidance, ma ha segnalato che la crescita in Cina resta sotto pressione e che gli effetti valutari potrebbero pesare sugli utili riportati nel 2026.
Castellum (AMEX:CTM) ha chiuso il quarto trimestre con una perdita netta a causa di svalutazioni immobiliari, mentre i ricavi derivanti dalla gestione immobiliare hanno continuato a crescere.
L’inflazione nel Regno Unito rallenta
I dati hanno mostrato che l’inflazione annuale nel Regno Unito è scesa in gennaio al livello più basso dallo scorso marzo, rafforzando le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Bank of England il mese prossimo.
I prezzi al consumo sono aumentati del 3,0% su base annua, in calo rispetto al 3,4% di dicembre, secondo l’Office for National Statistics.
Sebbene l’inflazione resti superiore all’obiettivo del 2% della BoE, la banca centrale prevede un rallentamento più marcato verso tale livello ad aprile, quando gli aumenti dello scorso anno delle bollette energetiche e di altre tariffe regolamentate usciranno dal confronto annuale.
Gli investitori si aspettano in larga misura che la banca centrale riduca il tasso di riferimento al 3,5% a marzo, dopo una decisione molto combattuta a febbraio di mantenere invariati i tassi.
Anche in Francia l’inflazione ha rallentato: i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,4% su base annua in gennaio, rispetto allo 0,7% del mese precedente.
Il petrolio recupera terreno
I prezzi del greggio sono saliti leggermente mercoledì dopo le forti perdite della sessione precedente, poiché segnali di progressi nei negoziati nucleari tra Stati Uniti e Iran hanno attenuato i timori di interruzioni dell’offerta.
Il Brent è salito dello 0,5% a 67,74 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è avanzato dello 0,5% a 62,54 dollari. Martedì il Brent aveva perso quasi il 2% e il WTI l’1%.
Secondo quanto riportato, Washington e Teheran avrebbero raggiunto un’intesa su principi guida chiave durante i colloqui di martedì, alimentando le aspettative di un possibile accordo che potrebbe consentire un maggiore afflusso di petrolio iraniano sui mercati globali.
I negoziati sono seguiti con attenzione dai mercati energetici, dato che l’Iran è un importante produttore di petrolio e si trova lungo lo Stretto di Hormuz, un passaggio strategico attraverso il quale transita circa un quinto del consumo mondiale di petrolio ogni giorno.

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