Goldman Sachs alza Snam a “buy” prima del Capital Markets Day e vede un potenziale rialzo di quasi il 10%

Goldman Sachs ha promosso Snam SpA (BIT:SRG) a “buy” da “neutral” e ha aumentato il prezzo obiettivo a 12 mesi a 6,90 euro da 6,50 euro. Il nuovo target implica un potenziale rialzo di circa il 9,7% rispetto alla chiusura del titolo a 6,29 euro del 16 febbraio.

La revisione del giudizio arriva in vista del Capital Markets Day di Snam, previsto per il 5 marzo, con la banca che si aspetta l’annuncio di un piano di investimenti quinquennale più ambizioso.

Goldman Sachs stima investimenti complessivi per circa 14 miliardi di euro nel periodo 2026–2030, pari a circa il 15% in più rispetto ai 12,4 miliardi previsti nel piano presentato a gennaio 2025.

Gli analisti hanno indicato i cambiamenti strutturali nel sistema del gas italiano come principale fattore di supporto. Dal 2019, la composizione delle importazioni è mutata in modo significativo: i punti di ingresso meridionali rappresentano oggi circa il 50% del totale, rispetto a circa il 20% in precedenza, mentre le rotte settentrionali sono scese dal 60% a circa il 15%.

Secondo gli analisti, l’Italia è passata “da paese importatore netto di gas a snodo chiave per i flussi di gas dal Nord Africa verso il resto d’Europa”, anche in seguito alla decisione dell’Unione Europea di eliminare completamente le importazioni di gas russo entro la fine del 2027.

Questa nuova configurazione richiederà, secondo la banca, ulteriori potenziamenti della rete, tra cui il rafforzamento della capacità di trasporto lungo l’asse sud-nord, l’adeguamento delle infrastrutture attorno ai nuovi terminali LNG e l’espansione delle interconnessioni di esportazione verso l’Europa continentale.

Gli investimenti annuali dovrebbero mantenersi intorno ai 3 miliardi di euro fino alla fine del decennio, con circa l’89% destinato alle infrastrutture core del gas.

Sul fronte degli utili, Goldman Sachs prevede una crescita media annua composta dell’utile per azione del 5% tra il 2025 e il 2030, circa il doppio rispetto a quanto incorporato nel consenso.

Entro il 2030, la banca stima un utile netto di 1,80 miliardi di euro, pari a circa il 12% in più rispetto alle previsioni del Visible Alpha Consensus Data.

Sulla base delle stime per il 2027, Snam tratta a un multiplo P/E di 13,5 volte, con uno sconto a doppia cifra rispetto ai principali peer regolati, come Terna e Redeia.

“Nonostante una crescita degli utili più rapida, Snam tratta con uno sconto di circa il 20% rispetto ai peer”, hanno affermato gli analisti, aggiungendo che l’accelerazione degli investimenti core e il miglioramento del momentum degli utili potrebbero favorire un rerating del titolo.

Dal punto di vista della leva finanziaria, Goldman Sachs prevede che il rapporto tra FFO rettificato e debito netto rimanga sopra il 12% fino al 2030, al di sopra della media dell’11,7% indicata nel precedente Capital Markets Day. Il rapporto debito netto/RAB è stimato intorno al 60% lungo l’intero periodo.

Gli analisti hanno inoltre segnalato la possibile revisione strategica delle partecipazioni di Snam — tra cui TAG Austria (89%), Terega France (41%), Sea Corridor (50%) e Italgas Italy (11%) — come potenziale leva di flessibilità finanziaria aggiuntiva, sebbene tale ipotesi non sia inclusa nello scenario base.

Tra i principali rischi al ribasso figurano investimenti inferiori alle attese, un calo di inflazione e tassi di interesse che potrebbe ridurre i ritorni regolati consentiti, minori incentivi regolatori e possibili ritardi nell’esecuzione dei progetti infrastrutturali pluriennali.

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