I prezzi dell’oro hanno registrato un leggero ribasso lunedì, con l’argento anch’esso in calo, mentre gli investitori continuano a valutare le prospettive sui tassi d’interesse statunitensi dopo la pubblicazione degli ultimi dati sull’inflazione.
Alle 04:25 ET (09:25 GMT), l’oro spot scendeva dello 0,6% a 5.015,40 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro con scadenza aprile arretravano dello 0,2% a 5.035,25 dollari l’oncia.
L’argento spot perdeva lo 0,9% a 77,230 dollari l’oncia, mentre il platino spot calava dell’1% a 2.057,10 dollari l’oncia.
I metalli preziosi hanno mostrato un’elevata volatilità nelle ultime settimane, con forti oscillazioni dei prezzi, e sia oro sia argento restano al di sotto dei massimi toccati a fine gennaio.
I volumi di scambio sono rimasti contenuti, complice la chiusura dei mercati in Cina, Corea del Sud e Stati Uniti.
L’incertezza sui tassi alimenta la volatilità
Oro e argento conservano parte dei guadagni della settimana precedente, sostenuti da acquisti sui ribassi e da un dollaro più debole. Anche le crescenti tensioni tra Washington e Teheran hanno rafforzato la domanda di beni rifugio.
Tuttavia, i metalli continuano a scambiare ben al di sotto dei picchi di fine gennaio e hanno registrato movimenti irregolari mentre gli investitori cercano di orientarsi in un contesto di incertezza sulla politica monetaria della Federal Reserve.
Le perdite di fine gennaio erano state innescate dalla nomina di Kevin Warsh da parte del presidente Donald Trump come successore di Jerome Powell alla guida della Fed, al termine del suo mandato a maggio.
Warsh è stato percepito come meno incline a una politica monetaria accomodante, alimentando timori che le condizioni finanziarie negli Stati Uniti possano restare relativamente restrittive nei prossimi anni.
“L’attenzione del mercato si sta gradualmente spostando sul potenziale impatto dei dazi, che non si è ancora pienamente manifestato nei dati economici e sull’inflazione, e permangono dubbi sulla futura credibilità della Fed. In un simile contesto aumenterà l’appetito degli investitori per asset reali come l’oro”, hanno scritto gli analisti di ANZ in una nota, aggiungendo che la loro visione di lungo periodo sull’oro resta ampiamente positiva.
In arrivo verbali Fed e dati sull’inflazione
L’attenzione degli operatori si concentra ora sui prossimi segnali dall’economia statunitense, a partire dalla pubblicazione dei verbali della riunione di gennaio della Federal Reserve, prevista per mercoledì.
I verbali dovrebbero fornire ulteriori indicazioni sull’orientamento dei policymaker in materia di tassi, soprattutto in un momento in cui gli investitori valutano un possibile cambio di leadership alla banca centrale.
Nel corso della settimana sarà inoltre diffuso l’indice dei prezzi PCE di dicembre, la misura d’inflazione preferita dalla Fed, che potrebbe influenzare le aspettative sull’andamento dei tassi nel lungo periodo.
Sono attesi anche dati sul commercio estero e sulla produzione industriale degli Stati Uniti.

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