Bitcoin scende verso quota 68.000 dollari mentre il calo delle criptovalute entra nella quarta settimana

Il Bitcoin (COIN:BTCUSD) ha registrato un ribasso lunedì, prolungando una fase negativa che dura ormai da quattro settimane consecutive, mentre l’incertezza sull’andamento dei tassi d’interesse negli Stati Uniti continua a ridurre l’appetito per gli asset più rischiosi.

La principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato è arretrata dopo aver superato brevemente i 70.000 dollari nel fine settimana. Alle 00:58 ET il Bitcoin perdeva il 2,7% a 68.409,7 dollari.

Strategy: nessun rischio di liquidazione fino a 8.000 dollari

Strategy (NASDAQ:MSTR) — il maggiore detentore aziendale di Bitcoin al mondo — ha dichiarato domenica che sarà in grado di far fronte ai propri obblighi di debito anche in caso di un forte crollo del prezzo della criptovaluta.

In un messaggio sui social media, la società ha affermato di poter “resistere a un calo del prezzo di $BTC fino a 8.000 dollari e di avere comunque attività sufficienti per coprire integralmente il nostro debito.”

Strategy detiene attualmente 714.644 Bitcoin, acquistati attraverso una combinazione di emissioni di capitale e finanziamenti a lungo termine. La società, guidata dal sostenitore del Bitcoin Michael Saylor, ha continuato ad accumulare monete nelle ultime settimane nonostante la debolezza del mercato.

Il Bitcoin ha ora perso circa il 50% del suo valore rispetto al massimo storico di circa 126.000 dollari registrato in ottobre. La criptovaluta è stata tra i principali asset speculativi colpiti dalle vendite, in un contesto di incertezza sul percorso dei tassi della Federal Reserve.

Il prolungato calo aveva alimentato timori circa una possibile liquidazione di parte delle riserve di Strategy per far fronte ai debiti, ipotesi che Saylor ha tuttavia respinto più volte.

A inizio febbraio, Strategy ha riportato una perdita di 12,4 miliardi di dollari nel trimestre di dicembre, rispetto a una perdita di 670,8 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente. Al di là delle sue ingenti partecipazioni in Bitcoin, la società genera ricavi operativi relativamente limitati.

Le altcoin seguono il Bitcoin al ribasso

Anche il resto del mercato crypto ha registrato ribassi, seguendo l’andamento del Bitcoin.

Ether, la seconda criptovaluta per capitalizzazione, è scesa del 6,1% a 1.958,63 dollari, mentre XRP ha perso il 7,7% a 1,4575 dollari.

BNB ha ceduto circa il 4%, mentre Solana e Cardano sono scese rispettivamente del 5,4% e del 6,2%.

Tra le meme coin, Dogecoin è crollata dell’11,4%, mentre $TRUMP ha perso il 2,4%.

Il sentiment sul comparto crypto rimane fragile da ottobre, con un rallentamento significativo dei flussi sia retail sia istituzionali. Parallelamente, l’impennata dei prezzi dell’oro e l’interesse per i metalli preziosi hanno attratto capitali lontano dagli asset digitali, con gli investitori orientati verso beni rifugio più tangibili.

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