I future sugli indici azionari statunitensi indicano un’apertura in rialzo per la seduta di mercoledì, suggerendo un possibile recupero dopo la performance fiacca registrata martedì.
Il miglioramento del sentiment segue la pubblicazione del rapporto del Dipartimento del Lavoro, molto atteso, che ha mostrato una crescita dell’occupazione a gennaio ben superiore alle aspettative.
Secondo il report, i nonfarm payrolls sono aumentati di 130.000 unità a gennaio, dopo un incremento rivisto al ribasso di 48.000 a dicembre.
Gli economisti si aspettavano un aumento di 70.000 posti di lavoro, rispetto ai 50.000 inizialmente comunicati per il mese precedente.
Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,3% a gennaio dal 4,4% di dicembre, mentre le previsioni indicavano un dato invariato.
Un mercato del lavoro più forte potrebbe rafforzare la fiducia nella solidità dell’economia statunitense, ma allo stesso tempo ridurre le aspettative di tagli dei tassi nel breve termine da parte della Federal Reserve.
Venerdì è atteso anche il dato sull’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sull’andamento dei tassi.
Martedì i mercati hanno faticato a trovare una direzione dopo due sedute consecutive in rialzo. Il Dow ha toccato un nuovo massimo intraday nelle prime ore di scambi, mentre Nasdaq e S&P 500 hanno oscillato attorno alla parità per gran parte della giornata.
In chiusura, l’andamento è stato misto: il Dow ha guadagnato 52,27 punti (+0,1%) a 50.188,13, mentre l’S&P 500 ha perso 23,01 punti (-0,3%) a 6.941,81. Il Nasdaq è sceso di 136,20 punti (-0,6%) a 23.102,47.
L’andamento incerto rifletteva la cautela degli operatori in vista del report mensile sull’occupazione.
Gli investitori hanno invece in gran parte ignorato il rapporto del Dipartimento del Commercio che ha mostrato vendite al dettaglio inaspettatamente stagnanti a dicembre.
Le vendite sono rimaste pressoché invariate dopo un aumento dello 0,6% a novembre, contro attese per un +0,4%.
Al netto del calo nel comparto auto e componenti, le vendite sono risultate ancora ferme dopo un +0,4% nel mese precedente, a fronte di una previsione di +0,3%.
“La relazione sulle vendite al dettaglio di dicembre mostra che i consumatori hanno messo in pausa la spesa alla fine della stagione natalizia dopo una forte ondata di acquisti in ottobre e novembre”, ha dichiarato Kathy Bostjancic, Chief Economist di Nationwide.
Ha aggiunto: “La stagnazione delle vendite al dettaglio a dicembre offre un passaggio morbido ai consumi del primo trimestre, ma prevediamo un’impennata dei rimborsi fiscali, stimati 50 miliardi di dollari in più rispetto all’anno scorso, e l’effetto ricchezza ancora solido sosterrà la spesa delle famiglie nel primo trimestre e una crescita robusta del PIL.”
Un ulteriore rapporto del Dipartimento del Lavoro ha indicato che i prezzi all’importazione sono aumentati lievemente a dicembre, in linea con le stime.
I titoli del settore immobiliare residenziale hanno registrato forti rialzi grazie al calo significativo dei rendimenti dei Treasury. L’indice Philadelphia Housing Sector è salito del 3,4%, ai massimi di cinque mesi.
Anche altri settori sensibili ai tassi hanno performato bene: il Dow Jones Utility Average ha guadagnato l’1,9% e il Dow Jones U.S. Real Estate Index l’1,3%.
Al contrario, i titoli delle società di brokeraggio sono scesi bruscamente, con il NYSE Arca Broker/Dealer Index in calo del 2,5% dopo il massimo storico della seduta precedente.
In ribasso anche i titoli hardware, le compagnie aeree e i servizi petroliferi.

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