Vendite al dettaglio USA piatte alimentano cautela prima dell’apertura di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un avvio leggermente negativo martedì, suggerendo che le azioni potrebbero cedere parte dei guadagni dopo due sedute consecutive di rialzi.

I futures sono scesi dopo la pubblicazione dei dati del Dipartimento del Commercio, che hanno mostrato come le vendite al dettaglio negli Stati Uniti siano rimaste inaspettatamente ferme a dicembre, sollevando dubbi sulla solidità della spesa dei consumatori.

Secondo il rapporto, le vendite al dettaglio sono risultate sostanzialmente invariate il mese scorso, dopo l’aumento dello 0,6% registrato a novembre. Gli economisti si aspettavano una crescita dello 0,4%. Anche escludendo le auto — con un lieve calo delle vendite presso i concessionari di veicoli e ricambi — le vendite sono rimaste piatte, rispetto al +0,4% di novembre. Le vendite ex-auto erano attese in aumento dello 0,3%.

Separatamente, i dati del Dipartimento del Lavoro hanno mostrato che i prezzi delle importazioni negli Stati Uniti sono aumentati leggermente a dicembre, in linea con le stime.

Lunedì i mercati avevano chiuso in rialzo, proseguendo il recupero iniziato a fine settimana. Il Dow Jones Industrial Average ha segnato un nuovo record di chiusura, mentre i titoli tecnologici hanno trainato una salita più marcata del Nasdaq.

A fine seduta, tutti i principali indici erano positivi. Il Dow ha guadagnato 20,20 punti, meno dello 0,1%, chiudendo a 50.135,87; il Nasdaq è balzato di 207,46 punti, pari allo 0,9%, a 23.238,67; l’S&P 500 è salito di 32,52 punti, ovvero dello 0,5%, a 6.964,82.

Gran parte della forza è derivata dal proseguimento del rimbalzo dei titoli tecnologici, in scia al rally di venerdì. Tra i protagonisti del settore software, Oracle (NYSE:ORCL) è balzata del 9,6% dopo che D.A. Davidson ha alzato il giudizio sul titolo a Buy da Neutral.

Nonostante ciò, gli investitori sono apparsi cauti in vista della pubblicazione di diversi dati macroeconomici chiave nei prossimi giorni. In primo piano c’è il rapporto mensile sul lavoro del Dipartimento del Lavoro, ritardato la scorsa settimana a causa di una breve chiusura del governo.

Il report dovrebbe mostrare un aumento degli occupati di 70.000 unità a gennaio, dopo le 50.000 di dicembre, con il tasso di disoccupazione previsto stabile al 4,4%.

Anche i prossimi dati su vendite al dettaglio e inflazione dei prezzi al consumo saranno seguiti con attenzione, dato il loro potenziale impatto sulle prospettive dei tassi di interesse.

“Con Jerome Powell vicino alla fine del suo mandato e Kevin Warsh ampiamente atteso come prossimo presidente della Fed, i mercati sono sempre più sensibili a come i dati influenzano le aspettative sui tassi,” ha dichiarato Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com. “Sebbene i cambiamenti di leadership possano incidere su tono e comunicazione, i dati restano il fattore determinante.”

Ha aggiunto: “Di conseguenza, le pubblicazioni su occupazione e inflazione di questa settimana saranno decisive per capire se i mercati torneranno a scommettere su un allentamento — uno scenario che potrebbe sostenere azioni e metalli preziosi — oppure se un’inflazione persistente imporrà ulteriore prudenza.”

I titoli auriferi sono stati tra i migliori performer di lunedì, beneficiando di un forte rialzo del prezzo dell’oro che ha spinto l’indice NYSE Arca Gold Bugs in aumento del 6,1%.

Forti rialzi si sono visti anche nei settori networking e software, con l’indice NYSE Arca Networking in crescita del 4% e il Dow Jones U.S. Software Index in aumento del 3,3%. Bene anche broker e semiconduttori, mentre sanità e compagnie aeree hanno sottoperformato.

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