Le principali borse europee hanno mostrato andamenti perlopiù negativi venerdì, mentre gli investitori continuavano a valutare una serie di risultati societari in una settimana intensa, segnata anche dalle decisioni delle principali banche centrali. In mattinata, il DAX tedesco guadagnava lo 0,3%, il CAC 40 francese cedeva lo 0,3% e il FTSE 100 britannico arretrava dello 0,2%.
La stagione delle trimestrali ha continuato a guidare i movimenti di mercato. Le azioni di Stellantis (BIT:STLAM) sono scese bruscamente dopo che il gruppo automobilistico ha annunciato oneri per circa €22,2 miliardi legati a una revisione della strategia sui veicoli elettrici, in risposta a una domanda più debole. La società ha spiegato che gran parte delle svalutazioni deriva da modifiche alla roadmap dei prodotti, basate su ipotesi significativamente più basse sulle vendite di EV. Dopo il reset strategico, Stellantis prevede una perdita netta compresa tra €19 e €21 miliardi nella seconda metà del 2025 e ha confermato la sospensione del dividendo.
Nel comparto bancario, Société Générale (EU:GLE) ha rivisto al rialzo il proprio obiettivo di redditività per l’anno, dopo aver riportato un quarto trimestre più solido del previsto, sostenuto da ricavi più elevati e costi in calo. In Italia, la utility Enel (BIT:ENEL) ha confermato che l’utile netto ordinario 2025 si è attestato leggermente sopra il limite superiore della guidance a €6,90 miliardi, in vista del Capital Markets Day previsto più avanti nel mese.
Tra gli altri titoli in evidenza, il produttore di farmaci per la perdita di peso Novo Nordisk (NYSE:NVO) è salito dopo che la Food and Drug Administration statunitense ha minacciato interventi contro “farmaci copia illegali”. Nel settore minerario, Rio Tinto (LSE:RIO) e Glencore (LSE:GLEN) hanno confermato di aver interrotto le trattative per una possibile megafusione.
Sul fronte macroeconomico, i dati hanno evidenziato la fragilità della ripresa tedesca: le esportazioni sono aumentate del 4,0% su base mensile a dicembre, ben oltre le attese, mentre la produzione industriale è scesa dell’1,9%. Nel Regno Unito, i prezzi delle case sono saliti dello 0,7% a gennaio e risultano superiori dell’1,0% rispetto a un anno fa, secondo Halifax.
Le banche centrali restano sotto osservazione dopo che sia la BCE sia la Bank of England hanno mantenuto invariati i tassi di interesse giovedì.
Nel comparto delle materie prime, il petrolio è rimbalzato venerdì ma resta avviato verso il primo calo settimanale in quasi due mesi. Il Brent è salito dell’1,3% a $68,43 al barile, mentre il WTI ha guadagnato l’1,4% a $64,20. Nonostante il recupero, i prezzi restano sotto pressione mentre i mercati valutano l’esito dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, con parte del premio di rischio geopolitico che è stato rimosso dai prezzi del greggio.

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